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È finita la scuola. Comincia lo slalom

di Silvia Calvi
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Calvi Silvia
Un'opinione di

Silvia Calvi

Mamma (separata) di due esplosivi nativi digitali ai quali, tra un esame e l’altro, si aggiunge la...

Squilli di tromba: da qualche giorno (e con date diverse da Regione a Regione) nel nostro Paese si è ufficialmente chiuso l'anno scolastico 2013-2014. E, a parte i ragazzi ancora sui libri per gli esami di terza media (600.000)   o per la maturità (400.000), tutti gli altri, un esercito di 6 milioni e 300.000 alunni è ufficialmente a casa (bello!). Per tre mesi (glom!).

Dodici o tredici settimane di libertà, ozio, vacanza, ammettiamolo, sono davvero troppo. A parte l'impegno dei compiti (o dei debiti formativi da trasformare in crediti), mentre i nostri figli si stanno godendo il primo assaggio di lunghe giornate tra amici, relax, sport e scoperte, la famiglia fa i conti con un'organizzazione non semplice (esclusi i pochi fortunati che possono contare su entrate milionarie) . Perché,  se entrambi i genitori lavorano e hanno il classico mese di ferie (molti neppure consecutivo, ma spezzattato in settimane tra giugno e settembre, a seconda di come ci si organizza sul posto di lavoro) già verso maggio cominciano le riunioni di famiglia, le telefonate ai genitori degli amici dei figli («Quest'anno Mario cosa farà?»), il calcolo del budget a disposizione e la successiva corsa a  soluzioni come il campo estivo di vario tipo e natura (sportivo, linguistico, ambientalista, culturale...) o l'oratorio feriale. Ma anche la casa al mare con nonni al seguito (per chi ha la fortuna di possedere sia la prima sia i secondi), le giornate in piscina con la babysitter (o con mamme amiche disponibili ad accollarsi anche i pargoli altrui) o, per i più grandi, la vacanza studio all'estero.

Un fatto è certo: tre mesi sono sempre tre mesi! E il meritato riposo dei pargoli senza genitori costa. Un anno e mezzo fa l'ex premier Mario Monti sollevò un coro di proteste  da parte di sindacati, docenti e -strano-  studenti, con la sua gaia proposta di  far durare l'anno scolastico ben 11 mesi contro un solo mese di vacanza. Esagerato (anche se, egoisticamente, semplificherebbe la vita a noi genitori)! Ma sapete cosa succede nel resto d'Europa? A parte Spagna e Portogallo ( in linea con il nostro calendario) negli altri Paesi le vacanze estive durano da 8 a 9 settimane al massimo (fa eccezione l'Inghilterra, dove le scuole chiudono solo per 6 settimane).  Cui si aggiungono altre 5 o 6 settimane di vacanza sparpagliate durante il resto dell'anno, tra Natale, Pasqua, Carnevale e altre ricorrenze. Che, più o meno, coincidono con la chiusura di uffici e aziende.

Mi si dirà che dipende dal clima. Ma non si diceva che è cambiato? L'estate caldissima al punto da impedire lo studio non dura più tre mesi neanche da noi, su!

Ma tant'è, ormai ci siamo. E voi come fate? Io, dopo infiniti scambi di mail con il padre dei miei figli (sono separata), trattative con i colleghi per mettere d'accordo le esigenze di tutti,  conti alla mano, sono approdata alla sempre gradita soluzione mista: un po' oratorio, un po' campo estivo in montagna, un po' in viaggio con me (in versione modern-family, con fidanzato e figlia sedicenne) e un po' con il papà (e fidanzata). Pant, pant!



Tutto a posto? Magari! Rimangono comunque scoperti giorni e settimane al buio, nonni da coinvolgere e conseguenti mugugni. Dei figli, che -nel momento stesso in cui fanno l'ingresso in prima media- dichiarano senza pudore che i nonni «sono noiosi» (vi prego: ditemi che non ho messo al mondo due mostri e che è successo anche a voi!). Ma anche dei nonni che hanno i loro programmi, riti, consuetudini, amici, feste e ... non sempre hanno piacere di essere limitati dalla presenza dei nipoti. Perché non siamo in una fiction: nella vita reale talvolta i nonni non vogliano i nipoti tra i piedi. E poi resta il fatto che, dopo l'oratorio o il campo estivo, i figli tornano a casa sfatti e sudati (ma per lavarsi aspettano che tu sia tornata a casa, con le buste della spesa in mano e la posta infilata in bocca e gli ricordi l'esistenza di un locale dotato di rubinetti, acqua e sapone) e tu devi scapicollarti, traffico permettendo, per mettere assieme una cena sana e gustosa. O almeno la sua versione da minimo sindacale.

Ragazze, che fatica!  L'estate è appena iniziata e.... mi chiedo: ce la farò ad arrivare a settembre?


E voi? Cosa ne pensate e, soprattutto, come vi siete organizzate? Aspetto i vostri commenti. E, soprattutto, tante idee da copiare. 

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