Bici rubate, la polizia ricorre a Facebook

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Isabella Fava

Un'opinione di:
Divoratrice seriale di telefilm, è amante del cinema, con lo stereo sempre acceso e un libro sempre...

Alzi la mano chi nella sua vita non ha subito il furto di almeno una bici. Quello delle biciclette rubate è infatti una vera e propria piaga (oltre a un grande business per i ladri naturalmente). E non c'è bisogno che la bici sia super equipaggiata o di materiali costosissimi (esistono biclette che costano quanto una moto, fidatevi), anche la vecchia carcassa arrugginita tirata fuori dalla cantina della nonna prima o poi finirà nella rete dei trafugatori di due ruote.

Il motivo? Le bici sono facili da rubare e difficili da recuperare, perché non hanno libretto di circolazione né targa, basta un furgone per caricarle (ma c'è anche chi se le porta via pedalando) e una passata di pennello di un altro colore per farle diventare come nuove e pronte da vendere al mercatino delle pulci, o addirittura nei Paesi dell'Est.

Si stima che in Italia siano centinaia di migliaia ogni anno le bici rubate. Solo nel comune di Milano 18.000. Cifre presunte, perché non tutti denunciano il furto. Così la polizia di Milano ha aperto una "Squadra contrasto bici rubate" e ha inaugurato da pochi giorni una pagina Facebook che si chiama "Bici rubate e ritrovate" dove dispensa consigli su come ritrovare il mezzo rubato e pubblica periodicamente un album dove chi ha perso la sua bici può sperare di riconoscerla e recuperarla. Un'idea geniale.

Il consiglio su come fare per non farsela rubare comunque non c'è. A casa nostra usiamo le soluzioni drastiche: con la bici bella non si scende dal sellino, guai a lasciarla abbandonata su un prato o nel vialetto della casa dell'amico. Proibito abbandonarla in bella vista fuori da qualche negozio, seppur per poco tempo. Con la bici meno bella è invece consentito andare a trovare la nonna (e chiuderla nel cortile), all'oratorio (e legarla alla rastrelliera con una grossa catena), a scuola (ma chiusa dentro al cancello). Che dura vita! Che ansia!

Io sogno invece di poter andare a prendere il mio treno da pendolare e posteggiare la bicicletta in stazione. Non però con i depositi che ci sono adesso, dove sai cosa lasci ma non sai cosa trovi. Piuttosto con i depositi come in Giappone o in Olanda dove parcheggi la bici in un silo, come le macchine, paghi e la ritiri con la tesserina. Guardate qui.

Così la bici resterebbe al sicuro senza paura che te la rubino, e poi questo sistema incrementerebbe l'uso delle due ruote. Perché se sai dove lasciarla, eviteresti di prendere la macchina. Io come tanti. Poi mancherebbe solo una cosa affinché la bicicletta diventi il modo più pulito e pratico per girare in città: avere più piste ciclabili. Ovunque.

Forse aprirò una pagina Facebook per chiedere il silo... La pista ciclabile fino al treno, sono fortunata, c'è già.

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