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Anche i bambini si danno al gioco d’azzardo

di Flora Casalinuovo
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Slot machine, roulette, videolottery e siti per scommesse: i ragazzi tra i 15 e i 19 anni praticano sempre di più il gioco d’azzardo. Sul nostro giornale in edicola dal 4 novembre trovate una grande inchiesta. Qui vi aiutiamo a capire quali sono i segnali per i genitori e come possiamo aiutare i nostri figli

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Slot machine, roulette, videolottery e siti per scommesse: i ragazzi tra i 15 e i 19 anni praticano sempre di più il gioco d’azzardo. Sul nostro giornale in edicola dal 4 novembre trovate una grande inchiesta. Qui vi aiutiamo a capire quali sono i segnali per i genitori e come possiamo aiutare i nostri figli

Maschio, tra i 12 e i 16 anni, spesso figlio unico in una classica famiglia “normale”. Ecco a voi l'identikit del baby giocatore d'azzardo italiano. Il 49% dei ragazzini tra i 15 e i 19 anni ha provato slot e simili almeno una volta nell'ultimo anno, il 7% è un giocatore “problematico”, il 3% patologico. I numeri arrivano dalla Relazione 2015 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. E lo studio della Società di Pediatria rincara la dose: i nostri figli scoprono questa tentazione prima dei 13 anni. È un fenomeno quasi sconosciuto, ma inquietante, come raccontiamo nel numero di Donna Moderna in edicola.  

Un problema nascosto

“Stiamo abituando i nostri figli all'azzardo. Anche inconsciamente”. Non usa giri di parole Simone Feder, psicologo della Casa del Giovane di Pavia e giudice del Tribunale dei Minorenni di Milano, esperto del tema. “La prova? Le sale giochi dei centri commerciali, le cosiddette ticket redemption. Sono prese d'assalto dagli under 15, spesso accompagnati da mamma e papà. Peccato, però, che gli adolescenti non trascorrano il tempo davanti a innocui videogiochi, ma a slotmachine e roulette che non fanno vincere soldi, ma regali come biglietti per il cinema o tablet. In pratica, sono casinò per minori. E non finisce qui. Esistono decine di app con slot e simili e centinaia di siti per scommesse, spesso gratis e accessibili a tutti. E che dire delle videolottery nei bar? In Italia se ne contano più di 400.000: in Lombardia, per esempio, le macchine dovrebbero essere in una zona separata del locale per renderle inaccessibili ai giovani, invece sono ovunque e spesso sono frequentate da papà con i figli. Anche i Gratta e Vinci sarebbero vietati agli under 18, eppure le nonne li comprano ai nipoti”.  

I campanelli d'allarme

Senza scatenare allarmismi, ci sono dei segnali da non sottovalutare. “I genitori devono tenere d'occhio comportamenti anomali” nota l'esperto. “Come la richiesta più insistente di denaro, le piccole bugie, il fatto che il gioco sia un pensiero ricorrente, un argomento di conversazione quasi quotidiano che distrae il bambino da scuola e hobby. In questi casi, non serve per forza l'aiuto di uno psicologo, ma di sicuro dobbiamo parlarne con il ragazzino e fermare il problema sul nascere. Se il dialogo non dà i suoi frutti, chiediamo la collaborazione di un amichetto che faccia capire che l'azzardo non è divertente, anzi. Spesso l'esempio di un coetaneo vale più di mille ramanzine. Per finire, teniamo alta la guardia. Mamma e papà non devono trasformarsi in poliziotti, ma diventare detective furbi e studiare quello che fa il figlio con coscienza critica. Quindi, attenzione a quello che concediamo, dal sabato davanti alle slot agli spiccioli per le macchinette”.

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