Giorno della Memoria: a scuola, al cinema, in tv, nei libri

  • 1 10

    Anne Frank Diario (Newton Compton).

    Perché leggerlo: il Diario più famoso della Storia torna ora in libreria in edizione integrale, senza le correzioni degli adulti, con un’introduzione di Paolo Di Paolo.

    L’autrice ha tredici anni e sogna di fare la scrittrice, ma è stata costretta a fuggire dalla Germania con la sua famiglia e a rifugiarsi ad Amsterdam, dove sarà catturata dai nazisti e deportata, con l’epilogo che immaginiamo. I suoi scritti, pubblicati postumi, la manterranno per sempre in vita.

  • 2 10

    Riccardo Calimani Storia del ghetto di Venezia 1516 -2016 (Mondadori).

    Perchè leggerlo: crocevia di popoli e civiltà, la città lagunare ha sempre accolto tutti con una nutrita comunità ebraica, di cui l'autore, veneziano, classe '46, laureato sia in ingegneria sia in filosofia della scienza, ricostruisce la vita quotidiana, i costumi e i riti religiosi nel difficile cammino verso l'integrazione.

  • 3 10

    Jonathan Crown Sirius, il fox terrier che (quasi) cambiò la storia (Mondadori).

    Perché leggerlo: anche l’orrore può essere raccontato con ironia. Levi è un buon cane ebreo con un nome ebreo di una famiglia eccentrica di Berlino: un padre che studia il mondo al microscopio, una madre bellissima e due ragazzi. Il nazismo costringe anche il fox terrier a cambiare nome, diventando Sirius, la stella che potrebbe illuminare l’oscurità di quel periodo, la speranza nel buio che avanza, quando, dopo mille peripezie, verrà in contatto con il Führer e avrà la pace a portata di zampa.

  • 4 10

    Virginia Baily Una mattina di ottobre (Editrice Nord).

    Perché leggerlo: studiando la nostra cultura, la scrittrice inglese ha scoperto che il quartiere della Capitale dove vive, quando viene a Roma, è famoso per uno dei rastrellamenti peggiori della Storia. Nell’ottobre del 1943 i tedeschi deportarono la comunità ebraica del Ghetto, catturando oltre 1.200 persone. Tornarono dai campi di concentramento solo in 16, ma nel romanzo della Baily la speranza c’è.

  • 5 10

    Mary Chamberlain La sarta di Dachau (Garzanti).

    Perché leggerlo: una storia di guerra e di speranza. La protagonista, inglese come l’autrice, sogna di diventare una stilista, ma viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Riesce a sopravvivere facendo vestiti: dalla moglie di un comandante all’abito da sposa per Eva Braun, l’amante del Führer. Caso editoriale in patria, in corso di traduzione in 26 paesi.

  • 6 10

    Dario Fo Razza di zingaro (Chiarelettere).

    Perchè leggerlo: il nuovo romanzo del Premio Nobel è basato  su una storia vera. Johann Trollmann (1907-1943) è un pugile famoso nella Germania nazista, il più bravo di tutti, ma c'è un problema, è uno zingaro quindi sarà perseguitato dal regime.  I titoli vinti sul ring gli verranno negati, dovrà divorziare per salvare la moglie e la figlia e morirà in un campo di concentramento, ma non sarà mai dimenticato.

  • 7 10

    Mauro Garofalo Alla fine di ogni cosa (Frassinelli)

    Nel primo romanzo di Garofalo, boxeur in una palestra di periferia, insegnante di scrittura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, ritroviamo lo stesso pugile protagonista del nuovo libro di Dario Fo. Un campione tedesco di boxe nella Germania nazista, perseguitato dal regime sia sul piano sportivo sia su quello personale, fino al doloroso epilogo in un campo di concentramento.

  • 8 10

    Andrea Ventura Giulia. Una ragazza del novecento (Utet), graphic novel con prefazione di Sergio Luzzatto.

    Perché leggerlo: basato sulla storia vera della nonna dell’autore, artista di fama internazionale – i suoi ritratti di scrittori sono richiestissimi –, residente a Berlino, questo romanzo autobiografico sembra un film. La protagonista nasce nel 1909 in un paesino in provincia di Belluno e, a causa della guerra, si ritrova a Milano, tra lavori umili, svolti sempre con il sorriso, e la scoperta dell’amore, seppur senza il lieto fine, che in quel periodo storico era impossibile.

  • 9 10

    Aharon Appelfeld Oltre la disperazione (Guanda)

    Perché leggerlo: israeliano, classe ’32, Appelfeld è sopravvissuto a un campo di sterminio nazista e racconta in parte la sua storia in questo romanzo autobiografico. Un bambino di otto anni viene imprigionato dai nazisti, riesce a fuggire, vive solo per anni tra i boschi, fino al trasferimento in Israele, dove diventa scrittore.

  • 10 10

    Carlo Greppi Non restare indietro (Feltrinelli)

    Perché leggerlo: il nazismo spiegato ai ragazzini, nel romanzo per Young Adult di un giovane storico torinese, classe ’82, consigliato dai 13 anni in su. Francesco, il protagonista, tutto preso dal calcio e dai compagni di scuola, viene iscritto dai suoi genitori a un viaggio “per non dimenticare", in Polonia, ad Auschwitz. Il senso del libro è chiaro: non si può affrontare il futuro senza conoscere la Storia.

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Annarita Briganti

Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo il Giorno della Memoria. Ecco una selezione di eventi e iniziative, libri e film, per commemorare le vittime dell'Olocausto

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti… e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”, recita un estratto dell’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Lo slogan migliore per il Giorno della Memoria, che il 27 gennaio vedrà eventi in tutto il mondo per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Anche l’Italia aderisce a questa ricorrenza internazionale, che attecchisce soprattutto nelle scuole, con letture e incontri in classe, perché l’orrore non si ripeta. A Milano Franco Loi, sommo poeta dialettale, ricostruisce per gli studenti della Scuola professionale Galdus, organizzatrice dell’omonimo premio letterario, la sua infanzia durante la guerra.

Il Giorno della Memoria ha ispirato anche il cinema. Nelle sale italiane è appena uscito Il figlio di Saul del regista esordiente ungherese László Nemes. Vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria allo scorso Festival di Cannes e del Golden Globe come miglior film straniero del 2016, Il figlio di Saul è candidato nella stessa categoria agli Oscar, con molte probabilità di vincerlo. Ambientato ad Auschwitz nel 1944, il protagonista, Saul, era costretto ad aiutare le SS a bruciare i cadaveri degli ebrei, ma quando riconosce in uno di essi il corpo del figlio, decide di dargli una sepoltura religiosa, ribellandosi alle ferree regole del campo. Una curiosità: l’attore principale è un poeta ungherese di 48 anni, dalla faccia pazzesca: Géza Rohrig. Sempre il 27 gennaio, anche la televisione commemora questa pagina dolorosa della Storia. Su Rete 4 in prima televisiva alle 21:15 c’è il film Naked among wolves - Il bambino nella valigia, diretto dal quarantunenne tedesco Philipp Kadelbach. Nel campo di concentramento di Buchenwald, marzo 1945, un bambino ebreo di tre anni viene nascosto in una valigia. Gli sforzi degli altri prigionieri per tenerlo in vita sono la metafora del tentativo di non perdere la propria umanità, anche in quelle condizioni.

Infine, protagonista della nostra gallery, la letteratura, che ha prodotto numerosi libri sul tema. Mondadori propone una doppia uscita: Riccardo Calimani, autore del poderoso Storia del ghetto di Venezia. (1516-2016), oltre 400 pagine, riccamente documentate, e Jonathan Crown Sirius, il fox terrier che (quasi) cambiò la Storia, su un cagnolino che potrebbe portare la pace in un mondo in guerra, adatto anche ai più giovani. Si sono occupate di Shoah anche due romanziere inglesi. Virginia Baily, che ha vissuto a Roma, ricostruisce la strage nel ghetto ebraico della Capitale in Una mattina di ottobre (Editrice Nord). La sarta di Dachau (Garzanti) di Mary Chamberlain, caso editoriale in patria, parla di una ragazza che sognava di diventare stilista, ma che, imprigionata in un campo di concentramento, si salva facendo vestiti per la moglie di un comandante. E un pugile “zingaro”, perseguitato dal nazismo, è protagonista dei libri di un Premio Nobel e di un debuttante: Dario Fo Razza di zingaro (Chiarelettere) e Mauro Garofalo Alla fine di ogni cosa (Frassinelli) riparano ai torti della Storia, ognuno con il proprio stile.

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”, diceva Primo Levi, scampato al lager. Non dimentichiamoci di ricordare.

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