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Giovanna Tinetti: andare all’estero è solo un toccasana

di Giusy Cascio
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L'astrofisica trentaseienne che il mondo ci invidia non parla di fuga di cervelli. E, da scienziata, ci racconta come si cerca la vita nell'universo

L'astrofisica trentaseienne che il mondo ci invidia non parla di fuga di cervelli. E, da scienziata, ci racconta come si cerca la vita nell'universo

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Quando si dice talento. Giovanna Tinetti è la scienziata che il mondo ci invidia. Piemontese, 36 anni, una laurea in fisica e un dottorato di ricerca alla University of Southern California, è l'astrofisica più in vista del momento. Ma non se la tira per niente, anzi ci tiene a lodare tutti i suoi collaboratori. Dopo due anni di esperienza all'Istituto di astrofisica di Parigi, adesso lavora come Senior Research Fellow all'University College di Londra.

"Sono sempre con la valigia in mano, pronta a partire se le sfide chiamano" spiega. Chiamano e premiano: la prestigiosa rivista scientifica Nature ha appena pubblicato il suo ultimo studio su HD 189733b, un asteroide della costellazione della Piccola volpe, distante 63 anni luce dalla Terra. Giovanna ha scoperto che nell'atmosfera di questo pianeta ci sono acqua e metano. Un segnale che altrove, nell'universo, la vita è possibile.

Bel colpo, Giovanna. Ha fatto centro.

"Piano, piano. Non ho scovato gli extraterrestri. Mi sono limitata a osservare un fenomeno interessante".

Non sia modesta, via!

"Certo, nel mio pianeta fortunato c'è l'acqua. E anche il metano, cioè una molecola organica. La combinazione di questi due elementi in ambienti adatti può favorire la nascita di forme di vita. Ma laggiù fa troppo caldo perché possa abitarci la vita: 1.000 gradi!".

Da dove arrivano dati così precisi?

"Dai telescopi della Nasa: lo Spitzer e l'Hubble. Da quaggiù, noi analizziamo i dati che inviano dallo spazio".

Noi?

"Non avrei mai potuto fare tutto da sola. Lavoro con un team di colleghi. Mark Swain da Pasadena, Yuk Yung dalla California, Jean-Philippe Beaulieu, da Parigi, Ignasi Ribas da Barcellona, Mao-Chao Liang da Taiwan...".

Tutti uomini?

"Sì, ma non è un problema. Il sesso non conta: solo le competenze".

Le donne di scienza sono discriminate?

"Dipende dai Paesi. In Italia, no. Il primo a incoraggiarmi è stato proprio un uomo, il professor Luigi Sertorio di Torino. Con lui ho dato la tesi: "Produzione di entropia per sistemi aperti"".

Aiuto, che cos'è l'entropia?

"Il "casino" nell'universo, il caos".

Quando è nata la sua passione per il cosmo?

"Al liceo scientifico ero secchiona. Sa, figlia unica di una maestra e di un consulente legale, passavo tutto il tempo a studiare. Ma la folgorazione è arrivata già alle medie, quando la prof di matematica mi ha regalato il libro "Dentro l'atomo" di Flavio Pagan. Da lì ho deciso che avrei studiato fisica. E dopo qualche anno ho lasciato l'Italia alla volta di Los Angeles".

Parigi, California, Londra. Lei è una giramondo: che ne pensa della fuga di cervelli dall'Italia?

"È un toccasana. Senza esperienza all'estero non impari a fare gioco di squadra e non cresci professionalmente. La gavetta serve eccome, eppure ci sono giovani che mirano al posto fisso di ricercatore e va a finire che si "siedono" troppo. Vero è però che bisognerebbe incentivare i talenti a tornare. Come fa la Cina, che prima li fa specializzare negli Stati Uniti, ma poi li richiama in patria. Invece so di colleghi italiani molto bravi che hanno tentato di rientrare in Italia e non ci sono riusciti".

Ha mai pensato di tornare a casa?

"Mai seriamente. A Londra sto bene. E mi diverto: faccio corsi di danza jazz, vado al cinema. In più, grazie ai voli low cost, rientro spesso in Italia, così non sento la nostalgia".

Com'è la sua vita privata?

"Privata, appunto. Ho una persona che mi sta a cuore. Di più non dico, non si sa mai".

Superstiziosa?

"Realista".

Da innamorata delle stelle, crede agli oroscopi?

"No, le stelle sono palle di gas".

Agli ufo?

"Neanche".

Agli alieni?

"Nemmeno".

Nella vita nell'universo?

"Sì, sono convinta che esista, almeno i microorganismi. E non smetto di cercarla".

E in Dio?

"Questa è tosta. La verità è che non lo so".

Se vincesse il Nobel cosa farebbe?

"Investirei i fondi sui giovani ricercatori e sui telescopi. Ma ricevere il Nobel sarebbe un miracolo".

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