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Il giro del mondo in barca a vela per regalare protesi a chi non ce l’ha

di Dario Pelizzari
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Due ex campioni di atletica, Elena Brambilla e il marito Wojtek Czyz, hanno realizzato il loro sogno: venduta la casa, girano il mondo in barca a vela per regalare protesi nei Paesi più poveri. Il loro catamarano? Un laboratorio galleggiante

Due ex campioni di atletica, Elena Brambilla e il marito Wojtek Czyz, hanno realizzato il loro sogno: venduta la casa, girano il mondo in barca a vela per regalare protesi nei Paesi più poveri. Il loro catamarano? Un laboratorio galleggiante

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Due ex atleti professionisti, l'italianissima Elena Brambilla, campionessa tricolore di salto in alto, e il tedesco Wojtek Czyz, quattro volte medaglia d'oro alle Paralimpiadi, avevano un sogno. E sono riusciti a realizzarlo. Dopo aver lasciato le piste di atletica più prestigiose d'Europa, ora sono in mare aperto: a bordo di un catamarano (battezzato “Imagine”) per cinque anni faranno il giro del mondo fermandosi nei Paesi più poveri per consegnare protesi alle persone che per ragioni diverse hanno perso uno o più arti. Li abbiamo raggiunti durante la prima tappa, il Marocco.

Da dove nasce il progetto di "Imagine"

“Ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare dopo il ritiro dall'attività agonistica – spiega a Donna Moderna Elena Brambilla – e abbiamo deciso che ci avrebbe fatto piacere aiutare chi è meno fortunato di noi. Mio marito (ci siamo sposati nel maggio 2015) ha perso una gamba giocando a calcio, ma ha potuto contare su un'assistenza sanitaria di primo livello, che gli ha permesso di iniziare una nuova carriera nello sport paralimpico. A lui è andata bene, al contrario di chi vive in quello che viene definito Terzo mondo. Ci sono moltissimi Paesi in cui le persone amputate vengono lasciate ai margini della società, anche dalle loro stesse famiglie, perché considerate inutili”.

Un catamarano-laboratorio

Da qui, l'idea che sa di meraviglia. Dopo il matrimonio, la coppia ha deciso di vendere la casa in Germania per acquistare un catamarano che consentirà loro di costruire le protesi a bordo. “Saranno donate gratuitamente a chi ne ha bisogno" dice ancora Elena Brambilla. "Lo possiamo fare grazie al denaro che raccogliamo con la nostra fondazione non-profit (www.sailing4handicaps.de). Ogni protesi ci costa 200 euro: una cifra proibitiva per moltissime persone al mondo”.

Dal Marocco ai Caraibi

"Imagine" ha già raggiunto la prima tappa, Casablanca, in Marocco, e presto si metterà al lavoro per fare tornare il sorriso a 15 amputati. Poi, sarà la volta dei Caraibi (“ad Haiti e a Cuba il problema della disabilità è più grave che altrove”), quindi del Sud America e dell'Asia. Dalle piste di atletica al mare aperto, per portare il sorriso a chi non ce l'ha.

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