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Giuliana Sgrena, il rischio di informare

di Sara Sironi
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Si moltiplicano gli appelli per la liberazione della giornalista italiana rapita venerdì scorso in Iraq: anche il mondo islamico ribadisce la condanna verso i sequestri. Ecco le ultime notizie sulla vicenda e il profilo di questa professionista dell'informazione, nominata "Cavaliere" dal presidente Ciampi

Si moltiplicano gli appelli per la liberazione della giornalista italiana rapita venerdì scorso in Iraq: anche il mondo islamico ribadisce la condanna verso i sequestri. Ecco le ultime notizie sulla vicenda e il profilo di questa professionista dell'informazione, nominata "Cavaliere" dal presidente Ciampi

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Giuliana Sgrena è stata rapita venerdì 4 febbraio a Baghdad: era appena uscita da una moschea, dove voleva parlare con le famiglie dei rifugiati da Falluja. Uomini armati hanno fatto scendere dall'auto l'interprete e l'autista, portandosi via la giornalista che è però riuscita a chiamare al telefono una collega: Barbara Schiavulli ha sentito solo rumori di sottofondo, una raffica di colpi e passi sulla strada bagnata. Ha immediatamente dato l'allarme. Le rivendicazioni giunte finora non sembrano attendibili e il gruppo che fa capo al terrorista giordano Abu Musab al-Zarqawi, considerato il luogotenente di Al-Qaeda in Iraq, ha negato qualsiasi coinvolgimento.

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"L'ulteriore deterioramento della situazione irachena ha reso ancora più difficile fare informazione" scriveva Giuliana Sgrena il 14 gennaio sul quotidiano Il Manifesto: "L'ostilità degli iracheni verso l'occupazione si è ampliata fino a coinvolgere tutti gli stranieri: contractor, giornalisti o lavoratori umanitari". "L'informazione si è dunque militarizzata: a volte, come è successo a Falluja, è impossibile seguire quel che accade senza essere al seguito di un esercito". Un mestiere difficile, ma che vale la pena di continuare a svolgere: "Ribellarsi a questi schemi è rischioso, ma è un rischio che bisogna correre per fare informazione, per fare conoscere una realtà che altrimenti finirebbe solo nei bollettini di guerra o nei pamphlet di propaganda."

L'articolo di Giuliana Sgrena faceva riferimento anche alla vicenda di Florence Aubenas: una giornalista francese che consapevolmente aveva corso il "rischio di informare" in modo indipendente in Ruanda, Kosovo, Algeria, Afghanistan e Iraq. Florence è scomparsa (probabilmente è stata rapita) a Baghdad il 5 gennaio, insieme al suo interprete iracheno Hussein Hanoun Al-Saadi. Le foto di queste due giornaliste sono ora esposte insieme a Parigi, in Place de la République, per iniziativa dell'associazione Reporter sans frontières.

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Giuliana Sgrena, classe 1948 (clicca qui per leggere la sua biografia), "era in Iraq per esprimere amicizia e solidarietà al popolo iracheno", ha dichiarato da Mosca il ministro degli Esteri Gianfranco Fini. L'impegno di Giuliana per la pace risale agli anni '80: è tra le fondatrici del movimento pacifista e ha scritto per la rivista "Pace e Guerra". Dal 1988 lavora nella redazione esteri del quotidiano Il Manifesto: si è occupata della guerra in Afghanistan, conosce bene il Medio Oriente ed è rimasta a Baghdad durante i bombardamenti.

Per il suo impegno in Iraq ha ricevuto nel 2003, insieme ad altre colleghe, l'onorificenza  di "Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana" per iniziativa di Carlo Azeglio Ciampi. Il Presidente ha anche telefonato al padre della giornalista rapita, Franco Sgrena: "mi ha detto di stare tranquillo, aggiungendo che si sta facendo tutto il possibile per liberare Giuliana. Mi ha rassicurato dicendomi che capisce cosa stiamo provando perché anche lui ha una figlia. Poi mi ha parlato dei partigiani e della Resistenza. Lo sapeva che anch'io sono stato un partigiano".

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La mobilitazione per la liberazione di Giuliana Sgrena è alta anche in Iraq: il Consiglio degli Ulema sunniti ha lanciato un appello per il rilascio e ha definito "irragionevoli" le condizioni poste dai suoi presunti rapitori. La televisione araba Al Jazeera ha trasmesso stamattina un messaggio per la liberazione della giornalista italiana, sottoscritto da tutti i giornalisti e i dipendenti dell'emittente. Al Arabiya, emittente di Dubai, ha trasmesso oggi un servizio con interviste al compagno di Giuliana Sgrena, Pier Scolari, e ai suoi colleghi. La vicenda occupa i principali titoli dei quotidiani iracheni.

Compatta la reazione di condanna anche da parte del mondo islamico italiano: tra gli appelli per la liberazione e i messaggi di solidarietà c'è anche quello dell'associazione delle donne musulmane d'Italia e dell'Ucoii (Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia), l'organizzazione che raccoglie l'adesione della maggior parte delle moschee italiane.

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