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Gli italiani non sono un popolo di navigatori

di Sara Sironi
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Restano i santi e i poeti? Speriamo. Comunque il 52 per cento della popolazione non usa Internet e solo il 32 per cento utilizza le tecnologie in modo avanzato. C'è però una buona notizia: il divario tra uomini e donne si azzera tra i giovani

Restano i santi e i poeti? Speriamo. Comunque il 52 per cento della popolazione non usa Internet e solo il 32 per cento utilizza le tecnologie in modo avanzato. C'è però una buona notizia: il divario tra uomini e donne si azzera tra i giovani

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Siamo più liquidi o mutanti? La risposta sta nell'indagine realizzata da ACNielsen e commissionata dall'Osservatorio permanente sui contenuti digitali che è stata presentata oggi a Roma.

I risultati di "Liquidi e mutanti. Industrie dei contenuti & consumatori digitali" non sono proprio incoraggianti, quindi iniziamo con l'unica nota positiva: il gap tecnologico tra donne e uomini si sta riducendo.

Tra i 14 e i 24 anni le ragazze hanno la stessa confidenza con la tecnologia dei loro coetanei maschi e li superano in quanto a consumi culturali e nella partecipazione a forum e blog. Al contrario l'utilizzo di sistemi di file sharing è ancora "roba da maschi", a tutte le età.

Al di là delle differenze di genere, secondo l'indagine gli italiani si dividono in cinque gruppi:

» TV PEOPLE

15,5 milioni (cioè il 31% della popolazione)

bassa propensione sia alla cultura, sia alla tecnologia

» TRADIZIONALISTI

12,3 milioni (cioè il 24% della popolazione)

media propensione alla cultura

bassa propensione alla tecnologia

» SOFISTICATI

6,9 milioni (cioè il 13% della popolazione)

alta propensione alla cultura

media propensione alla tecnologia

Il restante 32% della popolazione italiana è costituita da "tecno-entusiasti" che però differiscono molto nelle finalità dell'utilizzo delle novità tecnologiche:

» TECHNOFAN (8,9 milioni)

sono i "patiti" delle tecnologie: le utilizzano soprattutto come strumento di comunicazione e svago, più che per informarsi

» ECLETTICI (7,4 milioni)

sono le "avanguardie" che sfruttano attivamente le nuove tecnologie in modo consapevole per fruire contenuti culturali

Dalla ricerca emerge quindi un divario culturale, più che digitale. E le differenze riguardano anche l'ambiente in cui si vive: i "tv people" vivono prevalentemente al Sud, i "tradizionalisti" al Centro, i "sofisticati" al Nord, gli "eclettici" nei grandi centri urbani e i "technofan" un po'... dappertutto.

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