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Guida ai Mondiali di calcio per fidanzate

di Maurizio Dalla Palma
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Guida semiseria per fidanzate ai Mondiali di calcio 2014. La Coppa del mondo è un'occasione per fare man-watching: non lasciarla scappare

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Guida semiseria per fidanzate ai Mondiali di calcio 2014. La Coppa del mondo è un'occasione per fare man-watching: non lasciarla scappare

Maurizio dalla Palma
Un'opinione di

Maurizio Dalla Palma

Giornalista di Grazia, ha lavorato anche a Donna Moderna, alla tv dell’Unione Europea,...

I Mondiali di calcio in Brasile, che vedremo dal 12 giugno al 13 luglio, sono un'occasione per fare man watching: studiare il comportamento maschile in momenti di forte coinvolgimento emotivo. Le difese psicologiche vengono annullate e si possono osservare le pulsioni fondamentali. Perché gli uomini vivono la Coppa del mondo come un preludio delle vacanze, una sospensione della vita quotidiana, un carnevale fuori stagione. Il trofeo si ripete ogni 4 anni: è il loro ciclo. Che dice molto di come sono fatti, di come crescono e diventano adulti. Perché, con i Mondiali di calcio, i maschi:

IMPARANO LA GEOGRAFIA Le prime partite, quelle della fase a gironi, possono sembrare poco emozionanti: nessun match è decisivo e scendono in campo squadre senza grandi pretese. Quest'anno vedremo, tra le rarità, Bosnia ed Erzegovina, Ecuador, Iran, Honduras, Ghana, Costa Rica, Algeria. Ma è grazie a queste formazioni se un Mondiale acquista quel sapore esotico che accende la fantasia. Privi dei patemi d'animo della fase a eliminazione diretta, i maschi possono assistere a qualcosa di nuovo e sorprendete (come il calciatore del Senegal che alla Coppa del 2002 faceva capriole acrobatiche a ogni gol), ammirare magliette con colori mai visti (chissà com'è quella del Costa Rica, unico paese al mondo senza l'esercito), illudersi che esista ancora in un mondo sempre più omogeneo e globalizzato un modo diverso di giocare. Forse alle mamme sfugge che i bambini imparano la geografia non a scuola ma con il calcio. Anche a me è capitato, alle elementari, di aprire per la prima volta un atlante per capire da dove provenivano le squadre di club che sfidavano la mia Juventus.

CAMBIANO ASPETTO Nelle altre specie animali il mimetismo consiste nell'assumere colori e forme simili a quelle dell'ambiente circostante, allo scopo di sfuggire ai predatori: il camaleonte diventa verde come le foglie degli alberi tropicali, l'insetto stecco assomiglia a un ramoscello autunnale. Durante i Mondiale di calcio, scatta nell'uomo un istinto simile, solo che lo scopo non è evitare la cattura ma identificarsi con la tribù vincente o l'eroe del momento. Vanno a ruba le magliette delle squadre, le bandiere, il pallone ufficiale della Coppa (quest'anno si chiama Brazuca, come ha stabilito un sondaggio al quale ha partecipato un milione di tifosi), o si adottano comportamenti del Paese che ospita la competizione, come suonare la vuvuzela (la stridula tromba sudafricana del Mondiale 2010). A uno stadio più avanzato della metamorfosi scatta l'immedesimazione fisica. Il papà di una mia amica di università si rasava le sopracciglia per assomigliare a un calciatore della Nazionale tedesca così biondo da sembrarne privo. E quest'anno si sprecheranno le imitazioni del taglio di capelli a cresta dell'attaccante azzurro Mario Balotelli.

SCOPRONO LA MALINCONIA Perdere ai Mondiali un match a eliminazione diretta, uno di quelli a cui quest'anno l'Italia potrebbe approdare dal 28 giugno, è una batosta. Ti rendi conto che dovrai aspettare per altri quattro anni prima di avere la rivincita. Un adulto sa farsene una ragione. Ma per un ragazzino, vedere la propria Nazionale eliminata è un'esperienza traumatica paragonabile a una delusione amorosa adolescenziale: ti sembra la fine di tutto. A quell'età la distanza tra un Mondiale e l'altro sembra sterminata, incolmabile. E un bambino scopre il sentimento del tempo che scorre e non torna mai più: la malinconia.

SVILUPPANO L'ORMONE Avrete visto su Facebook lo spot per contrastare il calo delle nascite in Danimarca ("Fatelo per la Danimarca!"): si spiega che il 10 per cento dei bambini della nazione nordica viene concepito durante una vacanza all'estero. Qualcosa di simile, un picco di fecondità, si verifica, ne sono sicuro, in caso di buon rendimento della propria Nazionale ai Mondiali. Il tifo calcistico stimola la produzione di ormoni. Lo sanno bene gli spagnoli, popolo che ha dominato le competizioni calcistiche degli ultimi anni: uno studio dell'università di Valencia conferma che nei maschi aumenta il testosterone durante le partite dei Mondiali. Un'esperienza che equivale a fare l'amore per ore. Ma la Coppa del mondo è un'arma a doppio taglio. E una sconfitta deprime il corpo e lo spirito. Speriamo allora che l'Italia sia destinata ad aprire centinaia di asili nei prossimi anni.

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