I “barboni”? Sono persone speciali

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto: è mezzogiorno. All'Opera Cardinal Ferrari di Milano c'è già la fila

    È mezzogiorno. All'Opera Cardinal Ferrari di Milano c'è già la fila. Sono 200 i poveri invitati al pranzo offerto da Leonardo Matarrese: ve lo ricordate? È l'imprenditore che l'estate scorsa ci aveva chiesto aiuto per portare 600 ventilatori agli anziani. Quando ha lanciato l'idea di organizzare una festa con chi non ha niente, l'abbiamo subito raccolta. E Marco Radaelli, coordinatore dell'Opera che da 56 anni assiste i bisognosi, è stato felice di ospitarci. I volontari hanno servito ai tavoli: conoscono tutti per nome. Gli ospiti sono i soliti, a tavola ognuno ha il suo posto, guai a toccarglielo. Sembra di stare in famiglia, una famiglia speciale, con persone povere ma straordinarie. Come mostrano le quattro storie raccolte dal nostro giornalista che potete leggere in queste pagine.

    All'Opera Cardinal Ferrari, cure, amore e persino la pedicure
    La colazione al mattino. Il pranzo a mezzogiorno. Un luogo in cui fare la doccia. E poi il medico, il parrucchiere, la pedicure e il calore umano di 84 tra operatori sociali e volontari. Ogni giorno l'Opera Cardinal Ferrari di Milano offre tutto questo a 200 poveri sopra i 55 anni. "È la fascia di persone più in difficoltà" dice Marco Radaelli, coordinatore dell'Opera. "Riusciamo a fare tutto questo grazie a 8 mila benefattori, che coprono l'84 per cento delle spese". Se volete dare una mano, chiamate lo 028467411 o visitate il sito www.operacardinalferrari.it.

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto: Lino, 54 anni

    Lino
    "Dormo in aeroporto, il dormitorio mi fa tristezza"

    È un bell'uomo, Lino. Gentile, ordinato e curato nel vestire. Eppure dorme sulle poltrone vicine ai check-in all'aeroporto di Linate. "Ho 54 anni e il mondo m'è crollato addosso. Ho tirato avanti una vita con lavoretti in nero: idraulico, uomo delle pulizie. Ma due mesi fa è morta la donna con cui vivevo in una casa popolare e mi sono trovato in mezzo alla strada".

    Cerca impiego. Da qualche anno trovarlo è difficile. "Mi offrono lavori pesanti, che per colpa di un'ernia non posso fare". Così restano le briciole. "L'ultima volta ho pulito un marciapiede, mi hanno dato 2 euro per mezza giornata di lavoro". Al dormitorio non si sogna di andare. "Fa troppo barbone" dice. E chiedere aiuto sarebbe umiliante. "Mia madre è ancora viva. E ho un figlio grande. Ma non voglio che sappiano come sto. Mia madre soffre di cuore: ne morirebbe. E piuttosto che chiedere aiuto a mio figlio, la faccio finita".

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto: Luigi, 61 anni

    Luigi
    "Il 10 del mese ho già finito i soldi della pensione"

    Non sa dirmi perché la marea nera della depressione di colpo lo ha sommerso; Luigi sa solo che aveva 45 anni e un posto come perito chimico. Ma a causa della sua malattia l'ha perso. Poi la stessa sorte è toccata alla casa. "Vivevo in affitto. Ma non credevo sarei finito in strada. Avevo in tasca la liquidazione di 25 anni di lavoro: un posto lo troverò, pensavo".

    Me lo racconta tenendosi la testa fra le mani. Dal dolore, gli scoppia. "Dopo due anni i soldi sono finiti. E io ero talmente malandato che non mi prendevano neanche a fare il facchino". Luigi ora ha 61 anni e vive con una pensione d'invalidità da 250 euro. Pranza all'Opera, salta la cena. D'inverno passa la notte al dormitorio. Il resto dell'anno preferisce i treni della stazione. "Lì posso stare un po' da solo".

    Ma è proprio la solitudine a divorarlo. "Ho una mamma anziana. Lei la casa ce l'ha. Ma non potrei viverci. Non funzionerebbe tra noi. Non ha mai funzionato...".

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto: Adriana, 52 anni

    Adriana
    "Sto meglio, non bevo più. Ora mi manca mio figlio"

    A 52 anni, Adriana non ha quasi più denti in bocca. Quando dormi in strada come lei, sono la prima cosa che perdi. Te li divorano l'incuria, il fumo, l'alcol. "Sì, l'alcol. Le mie disgrazie sono cominciate da quello. Bevo da quando avevo 17 anni, appena sposata. Ero operaia. Mio marito mi requisiva lo stipendio. Finito il turno, voleva lavorassi nei campi. Per consolarmi, mi attaccavo alla bottiglia".

    È l'inizio della fine. "Ci nasce un figlio, ma divorziamo. Poco dopo perdo il lavoro e mi tolgono il bambino, che mi avevano affidato. Riprendo a bere". A 38 anni sembra arrivare una svolta. "Mi sposo ancora, con un croato. Ma lui lo ha fatto solo per ottenere la cittadinanza. Beve e mi tratta da schiava. Mi picchia, mi spezza persino una gamba. Fuggo e per vent'anni vivo in strada".

    Ora per Adriana c'è una speranza. "Grazie all'Opera, ho smesso di bere e da due mesi ho una casa. E al mio primo marito chiedo: portami mio figlio. Vorrei raccontargli perché la sua mamma un giorno è sparita".

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto: Sandrina, 63 anni

    Sandrina
    "Sogno la casa in cui ho accudito un anziano"

    Sandrina ha 63 anni e un trolley pieno di sacchetti di plastica. Lo trascina come una lumaca la sua chiocciola. Le offriamo aiuto, ma rifiuta. "Sono abituata. Vengo qui all'Opera tutti i giorni per mangiare". Le notti, invece, Sandrina le trascorre sulle panchine dei giardini. "Ho la quinta elementare. Fin da piccola ho fatto la domestica, ospite dei signori che servivo. A 45 anni ho perso il lavoro. Non più giovane, malaticcia, nessuno mi ha presa e sono finita in strada".

    Della sua vita Sandrina ricorda un solo raggio di luce. "Dieci anni fa, conobbi un signore. Mi offrì ospitalità in cambio di assistenza. L'ho curato come un padre. Ma ora è morto e sono tornata in strada". A quel ricordo è rimasta aggrappata. "Voglio tornare in quella casa, l'unica della mia vita. Sennò meglio i giardini: alle panchine mi sono abituata". È vero: le poche volte che passa la notte all'Opera, Sandrina dorme ai piedi del letto. Vestita, come sulla solita panchina.

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto: i volontari servono il pranzo

    All'Opera Cardinal Ferrari, cure, amore e persino la pedicure
    La colazione al mattino. Il pranzo a mezzogiorno. Un luogo in cui fare la doccia. E poi il medico, il parrucchiere, la pedicure e il calore umano di 84 tra operatori sociali e volontari. Ogni giorno l'Opera Cardinal Ferrari di Milano offre tutto questo a 200 poveri sopra i 55 anni. "È la fascia di persone più in difficoltà" dice Marco Radaelli, coordinatore dell'Opera. "Riusciamo a fare tutto questo grazie a 8 mila benefattori, che coprono l'84 per cento delle spese". Se volete dare una mano, chiamate lo 028467411 o visitate il sito www.operacardinalferrari.it.

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto: gli ospiti Lino e Francesca con Giancarlo d'Adda (vicedirettore di Donna Moderna)

    All'Opera Cardinal Ferrari, cure, amore e persino la pedicure
    La colazione al mattino. Il pranzo a mezzogiorno. Un luogo in cui fare la doccia. E poi il medico, il parrucchiere, la pedicure e il calore umano di 84 tra operatori sociali e volontari. Ogni giorno l'Opera Cardinal Ferrari di Milano offre tutto questo a 200 poveri sopra i 55 anni. "È la fascia di persone più in difficoltà" dice Marco Radaelli, coordinatore dell'Opera. "Riusciamo a fare tutto questo grazie a 8 mila benefattori, che coprono l'84 per cento delle spese". Se volete dare una mano, chiamate lo 028467411 o visitate il sito www.operacardinalferrari.it.

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto, da sinistra: Marco Radaelli, Leonardo Matarrese e Giancarlo d'Adda (vicedirettore di Donna Moderna)

    All'Opera Cardinal Ferrari, cure, amore e persino la pedicure
    La colazione al mattino. Il pranzo a mezzogiorno. Un luogo in cui fare la doccia. E poi il medico, il parrucchiere, la pedicure e il calore umano di 84 tra operatori sociali e volontari. Ogni giorno l'Opera Cardinal Ferrari di Milano offre tutto questo a 200 poveri sopra i 55 anni. "È la fascia di persone più in difficoltà" dice Marco Radaelli, coordinatore dell'Opera. "Riusciamo a fare tutto questo grazie a 8 mila benefattori, che coprono l'84 per cento delle spese". Se volete dare una mano, chiamate lo 028467411 o visitate il sito www.operacardinalferrari.it.

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    Credits: Massimo Sestini - Nella foto, da destra: Stefano Cardini, l'autore del servizio di Donna Moderna, viene invitato a una partita a dadi da due ospiti dell'Opera Cardinal Ferrari

    All'Opera Cardinal Ferrari, cure, amore e persino la pedicure
    La colazione al mattino. Il pranzo a mezzogiorno. Un luogo in cui fare la doccia. E poi il medico, il parrucchiere, la pedicure e il calore umano di 84 tra operatori sociali e volontari. Ogni giorno l'Opera Cardinal Ferrari di Milano offre tutto questo a 200 poveri sopra i 55 anni. "È la fascia di persone più in difficoltà" dice Marco Radaelli, coordinatore dell'Opera. "Riusciamo a fare tutto questo grazie a 8 mila benefattori, che coprono l'84 per cento delle spese". Se volete dare una mano, chiamate lo 028467411 o visitate il sito www.operacardinalferrari.it.

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di

Stefano Cardini

Donna Moderna ha organizzato una festa con gli ospiti dell'Opera Cardinal Ferrari di Milano: ecco le storie che hanno raccontato i protagonisti di queste vite difficili

 

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