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Una sorta di coming out al contrario per l'ex presidente della Valle D'Aosta: tanto meglio, tanto peggio? L'unica reputazione compromessa è, come al solito, quella delle donne

Una sorta di coming out al contrario per l'ex presidente della Valle D'Aosta: tanto meglio, tanto peggio? L'unica reputazione compromessa è, come al solito, quella delle donne

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Mammamia mamma, come abbiamo fatto fino adesso senza saperlo: Luciano Caveri, ex presidente della Valle D'Aosta, è "Un gran figaiolo" (Ma ferme, per carità: prima che vi venga in mente di organizzare torpedoni in direzione Aosta intonando inni di ringraziamento per questo dono di Dio alle donne (con capelli tutti suoi, ci tiene a precisarlo), sappiate che il Caveri, questo irriducibile schiantagnocche, questo apricozze patentato, questo irresistibile bon viveur che non sa resistere al fascino di una sottana è sposato e padre.

Ah, disdetta.

No, perché quando Caveri si è premurato di convocare i giornalisti per annunciare al mondo che a lui piacciono le donne, ma tanto, ma proprio tanto tanto, un brividello ci è corso lungo la schiena. Pensavamo di avere alfin trovato l'uomo che ci avrebbe portate oltre la femminilità, e che quell'uomo stesse, come dire, reclutando. Invece no.

Con nostra somma tristezza, abbiamo dovuto appurare che il Caveri, questo sogno su gambe, questa meraviglia di maschio, ha ritenuto di dover precisare quanto sopra perché vilmente accusato di gradire l'altro sesso. Cioè, non l'altro rispetto a noi, nel senso del proprio stesso sesso.

Ma come si fa a pensare una cosa così di un uomo così?

Come può venire anche solo in mente?

Ma soprattutto: che ce ne frega?

"Pettegolume di provincia, schifezze, dicerie da bar": niente di più catastrofico, per un sedicente figaiolo, dell'insinuazione che il suo gradimento della forma femminile sia inferiore a quello suscitato dai volumi di un corpo maschile.

Meglio correre subito ai ripari, ché si sa, di questi tempi è meglio farsi beccare con una prostituta in albergo, piuttosto che ignorare le suddette dicerie sulla base del fatto che, in fondo, con chi vai a letto è ininfluente.

Non è la prima volta che un personaggio pubblico fa coming out inverso, ribadendo con grande veemenza di non essere assolutamente gay a seguito di "accuse", e facendo presente - dopo aver messo accuratamente le mani avanti con la comunità omosessuale - che a lui non solo piacciono le donne, ma è qualche variante del succitato "gran figaiolo".

A parte la finezza, a me il termine "figaiolo" fa venire in mente un levriero da riporto, che una volta sniffato l'organo genitale femminile ne addenti la proprietaria e la trascini, urlante e scalciante (se non proprio sedotta e travolta) verso il padrone. Insomma, qualcuno con un fiuto eccezionale per il tartufo, come avrebbe detto Rino Gaetano della sua Gianna.

Il tipo di uomo che quando una donna entra in un locale rizza immediatamente le orecchie, e parte immediatamente con tutta la routine del ganassa. Lo scopo, ovviamente, è farle lo scalpo, mettere una tacca sulla pistola, appendersi la testa in soggiorno come trofeo.

"Figaiolo": un uomo che usa questo termine sta parlando con altri uomini, sta cercando di riabilitarsi, di rimettersi a livello bancone del bar. Le donne che afferma di amare tanto sono tipo il luccio "grande così" che qualcuno, al suddetto bar, sostiene sempre di avere pescato.

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