Il mistero delle foto brutte

30 Aug 2012 --- Studio shot of woman with windblown mouth holding phone --- Image by © Jessica Peterson/Tetra Images/Corbis
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di

Roberto Moliterni

Come comportarsi se le donne non si piacciono mai, ma proprio mai nelle foto? Ecco qui la soluzione.
Un'opinione di:
Cresciuto a Matera, in mezzo a tante donne, racconta storie per il cinema e sulla carta. 

Un mistero che proprio non riesco ad afferrare delle donne è come facciano a non piacersi mai, ma proprio mai nelle foto.

Stai tre ore a studiare l'inquadratura, ti metti dal basso, dall'alto, ti inginocchi, ti spalmi sul pavimento, controlli la luce, la messa a fuoco, l'esposimetro. È tutto perfetto. Lei sorride, è bellissima. Potresti anche innamorarti, se non lo sei già. Clic. Scatti.

È finita la magia. Lei è già corsa accanto a te a guardare il risultato (maledetto digitale, rivoglio la pellicola). Tu sei tutto tronfio, già sorridi pensando a quando in Paradiso farai colazione con Robert Capa e Henri-Cartier Bresson, parlerai di punctum con Roland Barthes e contesterai le sue teorie sulla fotografia direttamente con Susan Sontag. Tu, lo sai, sei il prossimo Oliviero Toscani ma lei ti dice: «È orribile», «Come è orribile?», «È orribile. Non la vedi questa ruga?». Quale ruga? Io non vedo nessuna ruga. Lei ti dice: «Rifammela» (maledetto digitale, rivoglio la pellicola).

A riecco la luce, la messa a fuoco, l'esposimetro, tu spalmato sul pavimento. Scatti.

Lei corre di nuovo accanto a te. Sei il prossimo Steve Mc Curry, lo sai. Ma lei vede di nuovo quella ruga, quella maledetta ruga che tu non vedi. E poi spuntano altri difetti: il brufolo, il naso storto, le orecchie a sventola, lo strabismo.

Tu la guardi, perché incominci a preoccuparti davvero di esserti innamorato del mostro di Lochness e di non essertene accorto. Ti pare bellissima, come sempre.

Ma ti arrendi, accetti l'esistenza di quella ruga per fede, come l'esistenza divina. Le dici: «È una ruga d'espressione». E allora lei va giù, si arrabbia, dice: «Allora è vero? Allora vedi che la vedi pure tu?»

Sta per scoppiare a piangere. «Sono brutta», dice e ti si stringe il cuore perché sai che non è vero, sai che è bellissima ma non sai come rassicurarla.

Finché non ti viene in mente una parolina magica, che scioglie i cuori di tutte le donne. E questa parolina è: «Photoshop».

Le ritorna il sorriso (evviva il digitale, non rimpiango la pellicola).

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