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Il nuovo presidente

di Maurizio Dalla Palma
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L'8 maggio il Parlamento si riunisce per nominare il successore di Ciampi. Ecco le regole del voto

L'8 maggio il Parlamento si riunisce per nominare il successore di Ciampi. Ecco le regole del voto

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Prima l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, giocata all'ultimo voto, adesso la scelta del Capo dello Stato. Il settennato di Carlo Azeglio Ciampi scade il 18 maggio e in questi giorni il Parlamento si riunirà per indicare il prossimo inquilino del Quirinale. Ma come si elegge il Presidente della Repubblica? E quali sono i possibili candidati? «Il più importante appuntamento istituzionale è legato a una data: il 13 maggio» spiega Stefano Ceccanti, docente di Diritto costituzionale italiano e comparato all'università La Sapienza di Roma. «Il Parlamento, lo prevede la Costituzione, deve riunirsi per eleggere il Capo dello Stato entro 15 giorni dall'insediamento delle Camere, avvenuto il 28 aprile. Dunque entro il 13 maggio.

I 630 deputati, i 315 senatori e i sette senatori a vita si raccoglieranno in seduta comune alla Camera, lo spazio più ampio e capiente del Parlamento. A Montecitorio arriveranno anche 58 delegati delle Regioni e in tutto, nell'aula, saranno presenti 1.010 elettori». A questo punto iniziano le votazioni. Con le immagini degli onorevoli trasmesse in diretta tv. «Per eleggere il Capo dello Stato possono rendersi necessarie più votazioni» spiega il professor Ceccanti. «Nelle prime tre un candidato, per salire al Colle, dovrà ottenere i due terzi dei voti, dunque almeno 674 preferenze. Dalla quarta tornata in poi sarà sufficiente la maggioranza di 506 voti». Le previsioni sui candidati sono sconsigliate. La storia insegna che anche i politici più papabili rischiano la bocciatura. «Molto dipende dal rapporto che si creerà tra la maggioranza e l'opposizione» spiega Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera. «Se rinascerà il dialogo tra i partiti, dopo le asprezze della campagna elettorale, il candidato numero uno è l'ex premier Giuliano Amato. Un politico più vicino alla sinistra. Se, al contrario, prevarranno le divisioni, allora è possibile che i partiti chiedano a Ciampi, un campione di imparzialità, di fare il bis. Invece la scelta di un politico di centrodestra, come Gianni Letta o Giuseppe Pisanu, è in questo momento improbabile».

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