Il Premio Takunda ai gioielli delle donne Maasai

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    Credits: Cesvi

    L'organizzazione umanitaria Cesvi da sette edizioni incorona con il Premio Takunda i più bei esempi di impegno nella cooperazione.
    E quest'anno come miglior progetto umanitario ha eletto il Maasai Women Arts, realizzato da OIKOS che ha creato oltre 120 imprese sociali gestite da donne Maasai per la creazione di gioielli tipici lavorati a mano.

    PS. Chi sia Takunda? È  il primo bambino dello Zimbabwe nato sano da madre sieropositiva grazie al progetto del Cesvi "Fermiamo l'Aids sul nascere".

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    Credits: Cesvi

    Grazie alla consulenza dello IED, i manufatti realizzati con Maasai Women Arts coniugano tradizione Maasai e gusto italiano, ottenendo dei prodotti stupendi venduti sia in Tanzania, dove si sviluppa il progetto, sia in Italia dove si trova un ufficio vendita e marketing. Per un progetto concreto di cooperazione che unisce sud e nord del mondo.

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    Credits: Cesvi

    Per secoli i gioielli di perline colorate sono stati il simbolo di bellezza e prosperità presso i popoli Maasai di Kenya e Tanzania. Oggi i territori Maasai sono classificati tra le aree di povertà estrema, con tassi di analfabetismo allarmanti che colpiscono soprattutto le donne.
    Dal 2006 il progetto Maasai Women Art sostiene cooperative femminili impegnate nella produzione di artigianato artistico di qualità che celebra lo straordinario patrimonio culturale Maasai, garantendo una valida alternativa di reddito affinché le donne abbandonino attività illegali e dannose per l'ambiente come il taglio di piante per la produzione di carbonella.

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    Credits: Cesvi

    Partendo da Milano, un team di giovani designer, dello IED ha rivisitato i gioielli Maasai, in modo da adattarli al gusto europeo, nel pieno rispetto delle tradizioni del popolo africano.
    In Tanzania, volontari italiani e personale locale hanno insegnato alla donne del villaggio di Mkuru (50 km dalla città di Arusha) nuove tecniche per la lavorazione dei gioielli in perline, aiutandole a sviluppare la strategia imprenditoriale necessaria per poter gestire in modo autonomo il nuovo commercio.

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    Credits: Cesvi

    All'inizio del 2007 è stata completata presso il villaggio di Mkuru la costruzione del "Mkuru Cultural Boma", utilizzato dalle donne della cooperativa sia come punto di ritrovo e formazione sia come negozio dove vengono venduti i loro oggetti tradizionali.
    La terra sulla quale sorge il Cultural Boma è stata acquistata ufficialmente dal gruppo di donne che ne è diventato così proprietario legale.

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    Credits: Cesvi

    Negli ultimi due anni sono stati pagati gli studi a due ragazze per frequentare la scuola femminile Emusoi School ad Arusha. Le donne hanno poi creato un fondo comune in cui depositare parte del ricavato ottenuto dalla vendita dei gioielli e con il quale sovvenzionare l'acquisto di capre, di cui le stesse donne sono proprietarie.
    Nell'aprile 2009 è stato aperto un punto vendita presso la città di Arusha che ha contribuito a dare visibilità ai prodotti e a incrementare le vendite.

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    Credits: Cesvi

    Ogni gioiello è un viaggio immaginario attraverso i colori della savana africana.
    Sul sito del progetto Tanzania Maasai Women Art è possibile sfogliare la collezione e scaricare il catalogo 2010.

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    Credits: Cesvi

    Ogni gioiello è un viaggio immaginario attraverso i colori della savana africana.
    Sul sito del progetto Tanzania Maasai Women Art è possibile sfogliare la collezione e scaricare il catalogo 2010.

    Per acquistare la collezione: direttamente presso la sede di Oikos in via Crescenzago 1, 20134 Milano (zona Lambrate).
    Per informazioni e per ordini si può scrivere a: info@istituto-oikos.org.

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    Credits: Cesvi

    Ogni gioiello è un viaggio immaginario attraverso i colori della savana africana.
    Sul sito del progetto Tanzania Maasai Women Art è possibile sfogliare la collezione e scaricare il catalogo 2010.

    Per acquistare la collezione: direttamente presso la sede di Oikos in via Crescenzago 1, 20134 Milano (zona Lambrate).
    Per informazioni e per ordini si può scrivere a: info@istituto-oikos.org.

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    Credits: Cesvi

    Ogni gioiello è un viaggio immaginario attraverso i colori della savana africana.
    Sul sito del progetto Tanzania Maasai Women Art è possibile sfogliare la collezione e scaricare il catalogo 2010.

    Per acquistare la collezione: direttamente presso la sede di Oikos in via Crescenzago 1, 20134 Milano (zona Lambrate).
    Per informazioni e per ordini si può scrivere a: info@istituto-oikos.org.

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    Credits: Cesvi

    Ogni gioiello è un viaggio immaginario attraverso i colori della savana africana.
    Sul sito del progetto Tanzania Maasai Women Art è possibile sfogliare la collezione e scaricare il catalogo 2010.

    Per acquistare la collezione: direttamente presso la sede di Oikos in via Crescenzago 1, 20134 Milano (zona Lambrate).
    Per informazioni e per ordini si può scrivere a: info@istituto-oikos.org.

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    Credits: Cesvi

    Ogni gioiello è un viaggio immaginario attraverso i colori della savana africana.
    Sul sito del progetto Tanzania Maasai Women Art è possibile sfogliare la collezione e scaricare il catalogo 2010.

    Per acquistare la collezione: direttamente presso la sede di Oikos in via Crescenzago 1, 20134 Milano (zona Lambrate).
    Per informazioni e per ordini si può scrivere a: info@istituto-oikos.org.

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di

Simona Santoni

Il Premio Takunda del CESVI da sette edizioni incorona i più bei esempi di impegno nella cooperazione. E quest'anno come miglior progetto umanitario ha eletto il Maasai Women Arts, realizzato da OIKOS che ha creato oltre 120 imprese sociali gestite da donne Maasai per la creazione di gioielli tipici lavorati a mano.

Grazie alla consulenza dello IED, i manufatti coniugano tradizione Maasai e gusto italiano creando dei prodotti stupendi venduti sia in Tanzania, dove si sviluppa il progetto, sia in Italia dove c'è un ufficio vendita e marketing. Insomma un progetto concreto di cooperazione che unisce sud e nord del mondo.

PS. Chi sia Takunda? È  il primo bambino dello Zimbabwe nato sano da madre sieropositiva grazie al progetto del Cesvi "Fermiamo l'Aids sul nascere"

 

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