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In carcere ma innocente. E poi?

di Stefano Cardini
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Arrestato per un delitto orribile. Liberato per mancanza di indizi due settimane dopo. Chissà se Patrick Lumumba riuscirà a dimenticare

Arrestato per un delitto orribile. Liberato per mancanza di indizi due settimane dopo. Chissà se Patrick Lumumba riuscirà a dimenticare

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"Ringrazio Dio di avermi aiutato". C'è tanto sollievo nelle parole di Patrick Lumumba, il musicista congolese arrestato perché sospettato dell'omicidio di Meredith Kercher, quando, il 20 novembre, viene scarcerato per mancanza di indizi.

Dopo l'arresto in Germania di Rudy Hermann Guede, l'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese sgozzata il 1° novembre a Perugia, forse è più vicino alla soluzione. Per la polizia, il giovane ivoriano e l'americana Amanda Knox quella notte erano sul luogo del delitto. Mentre a casa di Raffaele Sollecito, fidanzato di Amanda, è stato trovato il coltello che ha ucciso Meredith. Patrick Lumumba, invece, in casa di Meredith  non c'è mai stato.

Ma che cosa succede nella mente di chi per 15 giorni viene incarcerato con l'accusa di essere un mostro? "Non tutti reagiscono allo stesso modo. Ma in genere accusano, una volta tornati a casa, una sindrome post traumatica simile a quella di chi ha subito un'aggressione o un attentato" spiega Isabella Merzagora Betsos, docente di Criminologia all'università Statale di Milano. "Se, come Lumumba, sei stato trascinato via di casa d'improvviso dalla polizia, sobbalzi ogni volta che suonano il campanello. O rivivi la scena in incubi notturni". La detenzione, se non si subiscono violenze da altri detenuti, lascia meno tracce del trauma dell'arresto. A meno che sia prolungata.

"Un ragazzo che ho seguito, accusato ingiustamente come Lumumba di stupro e omicidio, è rimasto in carcere due anni. Anche a distanza di molto tempo, si sentiva seguito e veniva preso da attacchi di panico ogni volta che incrociava una divisa" dice Isabella Merzagora Betsos. "Nella maggior parte dei casi, però, il trauma viene superato. Ma molto dipende dal contesto in cui si trova la vittima. Lumumba ha una famiglia che lo ama, amici che lo hanno festeggiato come un eroe. Ma ci sono innocenti carcerati e liberati, soprattutto stranieri, che sono soli. E ai quali il trauma non passa più".

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