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In vacanza con una canadese

di Patrizia Avoledo direttore
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Io in un "nido" così, dentro un sacco a pelo un po' sgualcito ma caldissimo, alla luce tremula di una lampada da campo, ho passato i migliori anni della mia vita. Grazie allo scoutismo...

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Diciamolo, stiamo vivendo un'estate di feroce recessione. Girano davvero pochi soldi

nelle tasche degli italiani. I giornali strillano: shock petrolifero, crisi alimentare, ritorno dell'inflazione... Qualcuno dice che sarà peggio del '29. Allora la grande depressione negli Stati Uniti, con il crollo della Borsa di Wall Street, ebbe effetti devastanti sull'economia di tutto il mondo.

Oggi la situazione internazionale, secondo gli esperti, non è molto diversa. Le cause dell'attuale fragilità del nostro sistema economico sono numerose e complesse. Non posso, e non voglio, affrontarle qui. Mi limito a osservare da cronista quello che succede attorno a me. Tante famiglie, quest'estate, resteranno in città. Niente vacanze. Al massimo una settimana mordi-e-fuggi o magari qualche weekend lungo. Non ci sono euro da sprecare. La benzina è alle stelle. E gli alberghi sono aumentati del 20% in due anni. Lo conferma un'indagine di mercato realizzata a giugno da Trademark Italia, società di consulenza per il turismo e l'industria dell'ospitalità. I dati del sondaggio parlano chiaro e fanno prevedere, per l'estate 2008, una perdita secca di 16 milioni di presenze in tutte le località di villeggiatura del nostro Paese.

Tra gli intervistati nessuno vuole ammettere di non potersi permettere una "vacanza perfetta", ma la preoccupazione economica per il "dopo" condiziona la scelta e la durata del soggiorno. In conclusione la ricerca afferma che 8 italiani su 10 cercano ozio, relax, benessere. Sognano soluzioni turistiche da pascià, pacifiche e tranquille. Come dire: non è più tempo di correre per il mondo alla scoperta di nuove destinazioni. Meglio cercare fuori casa, possibilmente vicino, quello che a casa non c'è. Insomma un'Italia vacanziera piena di luci e ombre, che mi sembra descritta alla perfezione nell'ultimo spot di Aldo, Giovanni e Giacomo per la Wind. L'avete visto? È divertente e sta spopolando in questi giorni su tutte le reti televisive. Una notte piena di stelle. Una tenda da campeggio su una scogliera. Tre amici inseparabili. Aldo e Giacomo cercano di dormire, ma sono disturbati da Giovanni che in piedi, al telefonino, elenca bevande e cibi sofisticati. Alle proteste dei due sdraiati sui materassini, Giovanni risponde che può parlare quanto vuole la notte, che tanto è gratis... E all'alba, a gran sorpresa, arrivano sulla scogliera dei camerieri con una ricca colazione, ordinata proprio da Giovanni!

Sapete che cosa mi ha colpito di più di questa pubblicità, oltre alla simpatia dei protagonisti? La tenda canadese. Sì, avete capito bene. Perché io in un "nido" così, dentro un sacco a pelo un po' sgualcito ma caldissimo, alla luce tremula di una lampada da campo, ho passato i migliori anni della mia vita. Grazie allo scoutismo. Sono stata prima coccinella, poi guida. Ero una bambina solitaria e viziata, sono riuscita a diventare una ragazzina socievole e coraggiosa. Capace di cavarmela nelle situazioni più diverse. Attrezzata, sia fuori che dentro, ad affrontare ogni difficoltà. È stato un cammino emozionante. Ancora adesso provo una fitta di nostalgia se ripenso alle serate passate a cantare in gruppo attorno al fuoco e all'intimità che si creava, dopo, sotto la piccola canadese.

Pura felicità! Allora, in una stagione difficile come quella che stiamo vivendo, perché non fare di necessità virtù? Ripiegare su una vacanza in tenda può essere un'idea economica, a basso impatto ambientale e davvero divertente. Parola di scout.

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