Indossare l’obesità

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di

Marina Biglia

Essere obesi significa provare a fare movimenti semplici e non riuscirci. Accorgersi che la gente ti guarda con curiosità e pregiudizio. Realizzare che la distanza che ti separa dalle altre persone, si moltiplica. Rendersi conto che l'obesità è una malattia del corpo e non solo. Con un semplice esperimento, due ragazzi lo hanno sperimentato

Un'opinione di:
Marina Biglia è presidente in carica dell’associazione Amici Obesi Onlus  «Il primo dietologo...

Potessi, ti regalerei 24 ore di obesitá. Ho ripetuto milioni di volte questa frase, perchè ho sempre pensato che gli indiani avessero ragione: prima di giudicare una persona, cammina nei suoi mocassini per tre lune.

Ma come far indossare a qualcuno l'obesità? Come far comprendere, davvero sulla propria pelle, cosa significhi essere obesi?
E su questi pensieri è nata l'idea, pensata da anni, che vedete realizzata nel video sotto. Complici un costume gonfiabile da lottatore di sumo e un giubbotto da 20 kg.
Poteva sembrare anche una vicenda buffa, goliardica. Poteva rischiare di sfociare nella grassa risata, nella facile satira. Poteva essere una sfilata carnevalesca.
Ma non è andata cosí.
Il concetto è molto semplice: ci si infila un giubbotto appesantito di 20 kg di piombo e sopra una tuta di plastica, provvista di una piccola ventola interna, che consente di mantenere ingombro e volume.
Le due prime cavie del nostro esperimento sono diventate obese in pochi minuti e, per loro, sono iniziati i problemi: allacciarsi le scarpe, non vedersi i piedi e scendere un paio di scalini letteralmente alla cieca, camminare urtando mille ostacoli, dalla porta, alle persone che si incrociavano, sedersi nel prato e non riuscire a rialzarsi, incastrarsi nella sedia prescelta e sentirsi goffi, irrimediabilmente goffi e impotenti.

L'esperimento non è durato tre lune, ma è durato abbastanza da capire come ogni banale gesto fosse un'impresa titanica.
E il dimagrimento é stato veloce, ma ha lasciato qualche piccolo segno e qualche momento di sbigottimento.

Io sono convinta che indossare l'obesità potrebbe essere una delle chiavi di volta per riuscire a presentare gli obesi sotto una giusta luce: non avidi mangiatori e pigri mangioni, ma davvero dei lottatori, dei veri lottatori di sumo, che combattono, spesso, una loro battaglia silenziosa e dolorosa, contornati da scherno e scarsa attenzione.
L'obesità è una malattia, ma una malattia curabile. I pesi e il costume possono essere abbandonati.
Aiutateci a dimostrarlo.

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