del

Influenza in arrivo: come prevenirla e quando fare il vaccino

di Cinzia Testa
Vota la ricetta!

Il picco dell'influenza si attende all'inizio di gennaio. Ecco come evitare il contagio, com'è il vaccino di quest'anno e chi è meglio che lo faccia

Un caffè con Donna Moderna

Il picco dell'influenza si attende all'inizio di gennaio. Ecco come evitare il contagio, com'è il vaccino di quest'anno e chi è meglio che lo faccia

Devo fare outing. Sono uno dei primi casi di influenza in Italia quest’anno. Perché il mio lungo viaggio in aereo di rientro dagli States dopo oltre 20 giorni via dall’Italia, l’ho trascorso accanto a un passeggero ammalato. Che tossiva, starnutiva e si soffiava il naso sempre nello stesso fazzoletto di carta.

Le precauzioni da adottare se il vicino starnutisce

«Il virus dell’influenza si propaga proprio così, cioè nei luoghi pubblici» interviene Maria Paola Landini, microbiologa al  policlinico Sant’Orsola di Bologna. «È per questo che chi è ammalato deve restare a casa. Oppure, se proprio non ne può fare a meno come in questo caso, deve adottare una serie di attenzioni. Come lavarsi spesso le mani con acqua o con gli appositi gel, non utilizzare due volte di seguito lo stesso fazzoletto di carta che va poi buttato in un contenitore chiuso, coprirsi la bocca, magari con una sciarpa. Sono norme elementari, ma spesso non vengono messe in pratica».

I tempi per la vaccinazione

E chi vuole fare la vaccinazione, è ancora in tempo? «Almeno fino a Capodanno sì e probabilmente anche all’inizio di gennaio 2016, perché il picco è previsto a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio» aggiunge l’esperta. «In linea generale, il consiglio è però di non attendere molto se si ha l’intenzione di effettuarla. Perché nella settimana successiva all’iniezione il sistema immunitario è impegnato a produrre anticorpi contro il materiale vaccinale e, quindi, meno disponibile a lottare contro il virus. E per questo si rischia di ammalarsi, anche con sintomi intensi».

Le categorie a cui il vaccino è consigliato

Come stabilito dal Ministero della Salute la vaccinazione è consigliata alle categorie più fragili, come gli over 65 e in linea generale a chi ha una patologia cronica debilitante. E se il pediatra lo ritiene necessario, i bambini a partire dai sei mesi di vita fino ai 7-8 anni perché hanno il sistema immunitario “in costruzione”. «Ci sono anche delle categorie di persone che dovrebbero effettuare la vaccinazione quale atto di responsabilità sociale nei confronti della collettività» chiarisce la professoressa Landini. «Mi riferisco a chi assiste un ammalato o comunque ci convive. Ma anche al personale sanitario. Non scordiamoci infatti ciò che è successo l’anno scorso: poche persone si sono vaccinate, per cui molti sono finiti al pronto soccorso e parecchi sono stati ricoverati, i reparti di medicina si sono riempiti di pazienti con l’influenza e si sono dovuti sospendere molti+i ricoveri programmati per altre patologie, anche oncologiche. E, come se non bastasse il caos, molti medici e infermieri erano a casa, messi k.o. dalla influenza».

Il nuovo super vaccino di quest’anno

L’anno scorso ha circolato una variante virale che non era stata prevista, quindi non compresa nel vaccino. E ciò ha reso meno efficace la vaccinazione. «Quest’anno gli studi degli esperti dell’OMS, Organizzazione mondiale per la sanità, hanno portato la messa a punto di un nuovo vaccino che, per la prima volta, è quadrivalente, cioè protegge contro quattro ceppi virali anziché tre» aggiunge la professoressa Landini. «Così, abbiamo a disposizione una vaccinazione che dovrebbe “reggere” meglio le varianti virali che circoleranno quest’anno».

Gli altri virus in circolazione: il vaccino serve?

Certo, la vaccinazione non è una corazza. Ci si può ammalare comunque. «Protegge contro i virus influenzali, ma in inverno non sono gli unici che “girano”» dice l’esperto. «Esistono anche i cosiddetti virus parainfluenzali che provocano sintomi più lievi rispetto alla classica influenza e gli adenovirus. C’è poi anche il virus respiratorio sinciziale, causa di una bronchite particolare che può portare anche al ricovero per gravi problemi respiratori. Contro questi, la vaccinazione anti-influenzale non serve».

Le regole da seguire per prevenire l'influenza

Un po’ di attenzioni, allora. In qualsiasi caso, seguite queste regole.  Lavatevi spesso le mani, soprattutto dopo essere stati in luoghi pubblici, bevete una spremuta di arance tutte le mattine per fare il pieno di vitamina C, non fumate perché “intontisci” il primo sistema di difesa dell’organismo.

E se vi ammalate, no agli antibiotici, sì agli antifebbrili

Ma come sarà quest’anno l’influenza? «Al momento non sembrerebbe particolarmente virulenta» dice l’esperto. «Come l’anno scorso, metterà a letto circa 4-5 milioni di italiani». Le regole sono sempre le stesse, ma da un anno all’altro è bene ricordarle: bere molta acqua per eliminare il muco che si può formare nell’apparato respiratorio e restare a casa quattro giorni. Sì infine ai farmaci antifebbrili per far calare la febbre e no agli antibiotici, a meno che non li prescriva il medico perché all’infezione virale si è sovrapposta quella batterica.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna