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L’intestino è il nuovo cervello

di Valeria Di Napoli, in arte Pulsatilla, scrittrice
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Lo si capisce da 3 indizi: la sfilza di bestseller sulla buona digestione, la moda della idro-colon-terapia e il successo di un progetto artistico che ritrae i potenti alla toilette. La scrittrice Pulsatilla ha indagato sulle ragioni di questa “ossessione” collettiva

Lo si capisce da 3 indizi: la sfilza di bestseller sulla buona digestione, la moda della idro-colon-terapia e il successo di un progetto artistico che ritrae i potenti alla toilette. La scrittrice Pulsatilla ha indagato sulle ragioni di questa “ossessione” collettiva

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Vuoi acquistare un bestseller e sei incerta fra Wilbur Smith, Murakami e Fabio Volo? Ragazza mia, vai fuori strada. Il vero trend editoriale di quest’anno sono i libri sul funzionamento del colon. Da quando è uscito in Italia L’intestino felice della scrittrice e gastroenterologa tedesca Giulia Enders (Sonzogno), un accattivante trattato divulgativo che ha venduto milioni di copie in 30 Paesi, è tutt’un pullulare di consigli su come intrattenere buoni rapporti con il tubo digerente.

Gli ultimi titoli? La dieta dell’intestino sano di Kathie Madonna Swift (Sperling & Kupfer), vademecum sulla felicità che parte dalla pancia, e Intestino, secondo cervello di Miguel Ángel Almodóvar (Vallardi), che informa sulla quantità incredibile di neuroni presenti nel tratto digestivo.

C’È UN TRIPUDIO DI MANUALI IN LIBRERIA  Sono saggi brevi o a puntate, talvolta ricettari con poco appetitose ciotole di melma verdognola in copertina. Molti testi, targati Macro Edizioni, hanno un respiro ora didattico (La salute dell’intestino. Il colon di Norman Walker), ora indipendentista (Intestino libero, di Bernard Jensen). Ai tempi di mio padre, la parola “piedi” doveva essere tassativamente preceduta dalla frase cautelativa: «Con rispetto parlando». È straordinaria la disinvoltura con cui oggi siamo passati dalla cultura del pudore al tripudio fecale.

«Il colon gestisce le scorie non assimilabili, quindi rappresenta l’equivalente di tutto ciò che vorremmo eliminare. La sua pulizia si correla al desiderio di vivere in un posto pulito e sereno, dal punto di vista sia ambientale sia emozionale» spiega Fabio Elvio Farello, medico chirurgo esperto in agopuntura e omeopatia, interpellato sul perché di questa improvvisa ossessione. Secondo lui non si tratta di una moda passeggera. «La pulizia del colon si ritrova già nella medicina tibetana e precolombiana, in quella tradizionale cinese, nell’ayurveda: praticamente ovunque vi fosse cultura sanitaria» racconta. «Fino al secolo scorso, il medico a domicilio iniziava consulto e intervento con un bel clistere». Cibi trattati, abuso di farmaci, inquinamento, stress, preoccupazioni e false credenze rendono oggi quanto mai impellente il bisogno di ripulire la società. «Ma se gli sforzi di gestire il problema dell’ecologia o i conflitti internazionali rimangono frustrati, occuparsi del proprio intestino appare più semplice ed efficace» sottolinea Farello.

Nel successo dei libri sull’intestino Mario De Santis, poeta e critico letterario, vede la prosecuzione di quella che alcuni scrittori chiamano scherzosamente “questione ombelicale”. In sostanza, gli autori ombelicali sono dediti solo all’autobiografismo, all’introspezione, ai fatti loro. «Adesso abbiamo imparato dalle filosofie orientali che “ombelicale” non è un modo di dire. Perché l’ombelico è veramente il centro di un equilibrio psicofisico. Lo aveva intuito il filosofo francese Michel Focault: le questioni biologiche sono centrali nella vita di ogni persona» sostiene De Santis. «Il corpo ha una storia, una progressione, esattamente come lo spirito. Quindi leggere un libro che parla di corpo è un po’ come leggere un’autobiografia, o un romanzo d’amore: è un tentativo di capire qualcosa in più su noi stessi». Diciamo, però, che qua siamo arrivati proprio alla letteratura intestinale. Dopo Anna Karenina, il cui incipit leggendario era “Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, siamo nel mondo prosaico di “Ogni intestino felice è felice a modo suo”. Non c’è da stupirsi: «Anche se viviamo immersi in un mondo virtuale, o forse proprio per questo, l’attenzione è più che mai spostata sul corpo. Tra sesso, perfomance, body art, selfie, anti-age, anche l’artista adesso vive più della presenza corporea che della propria opera» nota il critico.

E LA MANIA DILAGA ANCHE IN CORSIA  Non è soltanto l’editoria ad aver cavalcato il trend. Basti pensare alla moda dell’idro-colon-terapia, lusso molto in voga tra chi può permettersi di lasciare fior di quattrini ai centri specializzati per farsi sciacquare le budella con un tubo. Dal legame diretto e ormai scientificamente appurato tra la salute dei microrganismi intestinali e lo sviluppo del cervello, è nata una nuova disciplina di ricerca, la “psicobiotica”, che indaga le relazioni fra la flora batterica e la psiche. Tramontata l’auge dello strizzacervelli, è arrivato lo strizzacolon? «Prego, può stendere le viscere sul lettino».

Intanto l’artista sarda Krydy sull’onda dei “toilet books” crea i suoi “toilet portraits” e ritrae i potenti della Terra nell’atto più democratico che c’è: sul water. Mondo editoriale, medico, artistico e culturale. Proprio tutti, insomma, lavorano febbrilmente notte e giorno per prenderci per i fondelli. Con rispetto parlando.

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