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L’ultima frontiera della gelosia: spiare il telefonino

di Stella Pende
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Centinaia di persone truccavano il cellulare della moglie o del fidanzato per verificare la loro fedeltà. Ma chi mette sotto controllo il suo partner è il primo che tradisce

Centinaia di persone truccavano il cellulare della moglie o del fidanzato per verificare la loro fedeltà. Ma chi mette sotto controllo il suo partner è il primo che tradisce

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Roba che Pietro Germi, regista grande degli anni Sessanta, avrebbe potuto ispirarsi per la seconda puntata di un Signori e Signore dell'anno Duemila. Nella celebre pellicola il regista amaro, come lo chiamavano, raccontava di una provincia veneta dove gli attori della ricca borghesia vivevano irresistibili scambi di coppia e nella mischia tradimenti singoli (anche tra parenti) spiate e pettegolezzi che finivano per essere il nutrimento del buon umore di tutta la cittadina.  Anche questa volta, infatti, la tournée delle corna comincia dal Veneto.

È proprio a Vicenza che sono stati sorpresi gli “007 fai da te” che, manipolati i telefonini di mogli, mariti, impiegati, figli, rivali e soci, sono alla fine caduti nell'inchiesta della guardia di Finanza di Vicenza, che ha indagato 420 persone per intercettazione abusiva e altre cinque per associazione a delinquere. I più innocenti preparavano il loro telefono-spia per controllare l'onestà di mogli e di mariti. I meno quella di impiegati, industriali concorrenti e rivali in affari. Il tutto parte dalle sfortune del romano Danilo Coppola. Il costruttore sagace avrebbe ottenuto da una sua segretaria “Polifemo”, un programma perfetto per rubare conversazioni e segreti di qualunque cellulare. Peccato che, indagando proprio sui pasticci del palazzinaro Coppola, salti fuori il mistero dei telefonini spia. Un affare che aveva catturato la gelosia di coppie dal Nord Est al Vesuvio.

Sesso e cellulari, un'accoppiata popolare anche oltreoceano, dove l'esempio più glamour arriva da Demi Moore che poche settimane fa, quando il marito ha perso il telefonino che nascondeva sue foto nuda, è stata subito ricattata. Ma torniamo a noi. Due coppie campane vicine di balcone a Torre Annunziata avevano avviato tradimenti intrecciati, all'insaputa di rispettivi mariti e mogli. E, guarda caso, tutti quanti avevano taroccato il telefonino del proprio coniuge. Risultato: ambedue le coppie sono iscritte alla lista delle vittime e insieme a quella degli accusati. Per non parlare del povero parroco emiliano al quale il chierichetto birichino aveva sottratto il telefono per sorvegliare la fidanzata. Per finire a Palermo: una signora, sorvegliata dal consorte, lo ha aspettato sotto casa minacciandolo col machete peruviano. Sarà per questo, forse, che Anna Falchi è diventata, mesi fa, testimonial di un telefonino a prova di intercettazione.

Insomma un'Italia travolta dalla crisi politica e finanziaria dimostra di non voler abbandonare comunque il colore rosso. Rossa diventa la fontana di Trevi inondata di vernice, rosse erano le bandiere alla manifestazione contro il precariato. Rosso brilla sempiterno il colore della gelosia che imbratta il cuore e le rabbie degli italiani. «Una delle qualità degli italiani» ha detto una volta Jean Paul Sartre «è saper vivere ancora gelosia e tradimento con la stessa identica sfacciataggine». Vero. C'è da esserne certi. Chi mette il telefono della fidanzata sotto controllo è traditore. O almeno lo è stato e giudica sul suo metro.

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