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La carica dei supernonni

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Questa banda di "ragazzini" è proprio speciale: lei, la piccola del gruppo, non arriva ai due anni. Gli altri, invece, ne hanno 70 o giù di lì ma sembrano spensierati e divertiti come se fossero alla loro prima estate al mare...

Questa banda di "ragazzini" è proprio speciale: lei, la piccola del gruppo, non arriva ai due anni. Gli altri, invece, ne hanno 70 o giù di lì ma sembrano spensierati e divertiti come se fossero alla loro prima estate al mare...

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Ridono, scherzano, hanno la gioia negli occhi. Sono usciti dall'acqua tenendosi per mano e adesso se ne stanno tutti e quattro sotto l'ombrellone: a nessuno di loro interessa la tintarella, nessuno porta l'orologio. Il tempo passa e sembrano non accorgersene:  scavano una galleria nella sabbia, si divertono con il dinosauro di gomma, scelgono insieme il costume da bagno per la bambola.

Ma a creare tutta questa felicità non possono certo essere giocattoli simili a tanti altri che si vedono sulla spiaggia. È che questa banda di "ragazzini" è proprio speciale: lei, la piccola del gruppo, non arriva ai due anni. Gli altri, invece, ne hanno 70 o giù di lì ma sembrano spensierati e divertiti come se fossero alla loro prima estate al mare.

Quando arriva un momento di noia uno dei grandi tira fuori dalla borsa un oggetto qualunque: una molletta, un foulard, una collana e riparte un nuovo gioco. Rientrata dalle vacanze, ripenso spesso a questi momenti. Mia figlia è rimasta al mare con "nonno, nonna e zia" e io dopo un inverno di coccole e capricci, di gioie e fatiche, dallo scorso weekend sono una mamma disoccupata, con un po' di tempo libero in più e tante fitte di pungente nostalgia.

Mentre sono qui, rilassata davanti al computer, penso alla mia amica romana e a suo marito. Sono le due del pomeriggio e a quest'ora lui, dopo la mattinata al lavoro, arriva a Ostia. Lei, appena lo vede imboccare la via, dà un bacio veloce ai ragazzi, salta in macchina e va in ufficio a Roma. Una staffetta che si ripete tutti i giorni: così i figli si fanno due mesi di vacanze ma quei genitori pendolari, a furia di corse nel traffico e permessi chiesti al capo, rischiano il posto e l'esaurimento.

«Beata te che hai i nonni» mi ripete quando ci sentiamo al telefono. E io non posso che darle ragione.  Non solo per una manciata di settimane in cui andare al cinema o rilassarsi sul divano diventano improvvisamente cose normali.  E neppure per i soldi risparmiati e i patemi evitati, quelli così comuni quando ci si affida alle baby sitter.  È che questa generazione di anziani ha proprio una marcia in più:  altro che vecchiette in pantofole, buone per la fiaba della sera e il bacio della buonanotte!

La prossima volta che andate in spiaggia fateci caso: guardate chi  insegna ai più piccoli a nuotare. E chi fa la spola tra la battigia e gli ombrelloni con palette e secchielli pieni d'acqua. Uno dei geriatri italiani più autorevoli, il professor Roberto Bernabei, in questi giorni ha dichiarato che i settantenni oggi sono in forma come dei cinquantenni. E ad averlo capito meglio degli altri sono proprio i bambini.  Vi ricordate  quel ritornello dello Zecchino? «Nonno, facciamo una drittata, andiamo in discoteca, stasera faccio la tua fidanzata... Nonno, io scherzo e invece tu accendi il motorino e salti su!». Milioni di nipoti oggi potrebbero cantarla quella canzone. Perché, come recitava il titolo, il loro è proprio un Nonno superman.

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