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La crisi finanziaria? È colpa dei maschi

di Maurizio Dalla Palma
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"Con più donne nei posti che contano i danni sarebbero stati limitati. Perché hanno un rapporto meno disinvolto con il denaro"

"Con più donne nei posti che contano i danni sarebbero stati limitati. Perché hanno un rapporto meno disinvolto con il denaro"

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La responsabilità della crisi è degli uomini e del testosterone. Lo sostiene il quotidiano inglese The Times, che a questo tema ha dedicato ben due pagine. L'articolo osserva che la maggior parte degli operatori di Borsa sono giovani maschi: rampanti, individualisti e soprattutto amanti del rischio, grazie appunto a questo ormone.

Le donne, prudenti per natura, sono pochissime. Forse, se fossero state di più, la crisi sarebbe stata evitata. «Sono d'accordo. Nelle banche d'affari, all'origine del crac finanziario, i dipendenti sono maschi tra i 25 e i 40 anni: sicuri, baldanzosi, convinti di essere immortali. E dunque portati a fare investimenti rischiosi» dice Loretta Napoleoni, economista, consulente di istituzioni internazionali, della Bbc e della Cnn e autrice di Economia canaglia (il Saggiatore).

«Con più donne nei posti che contano i danni sarebbero stati limitati. Perché hanno un rapporto meno disinvolto con il denaro. L'uomo, abituato nei secoli a guadagnarlo, ne dispone liberamente. La donna invece lo amministra con cura perché non lo sente suo. C'è poi la differenza ormonale. Gli estrogeni femminili rendono cauti e meno propensi all'azzardo. Infine, tra i 25 e i 35 anni, l'età media di chi opera nella finanza, una donna diventa madre e scopre che la vita ha un limite: non può morire, per non lasciar solo il figlio, e diventa prudente».

 

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