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La mia prima volta… a correre

di Annaleni Pozzoli

Non è mai troppo tardi per cominciare a fare sport. L’ideale per vincere la pigrizia? La corsa al parco…in compagnia. Perché l'entusiasmo è contagioso

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Non è mai troppo tardi per cominciare a fare sport. L’ideale per vincere la pigrizia? La corsa al parco…in compagnia. Perché l'entusiasmo è contagioso

Un'opinione di

Annaleni Pozzoli

Giornalista scientifica, mamma adorante di due femmine, moglie di un appassionato insegnante di...

Lo ammetto. Per me lo sport è sempre stato come la matematica: un altro pianeta. Ma è arrivato il momento di darsi una mossa. Mi sono fatta contagiare dall’entusiasmo della mia collega Barbara, supersportiva e sempre in movimento. Tanto che insieme alle sue figlie ha partecipato all’Avon running, la corsa delle donne, come racconta su Donna Moderna di questa settimana in un articolo sul piacere di fare attività fisica con i bambini.

La stessa domenica io sono andata per la prima volta all’Idroscalo a “quasi correre” con mio marito. Questo grande parco con lago annesso, chiamato il “mare di Milano”, è l’ideale per i principianti, perché ha un percorso di sei chilometri segnato con cartelli ogni 200 metri.

Quando arrivi al secondo chilometro hai due possibilità: se sei stanca torni indietro, e comunque alla fine avrai macinato quattro chilometri, oppure prosegui e devi per forza completare il percorso. Così, iPod alla mano, mentre mio marito correva avanti io mi incamminavo a passo rilassato.



Bellissimo! Sole, ma non troppo, strada per la maggior parte ombreggiata, sentieri alberati e fioriti lungo il lago. E bambini, uomini e donne di tutte le età che passeggiano, corrono, fanno nordic walking o vanno in bicicletta. Io alterno camminata a qualche breve corsetta. Ma soprattutto mi guardo intorno.

E vedo sfrecciarmi di fianco giovani (e meno giovani) runner con tute supertecniche e dei fisici pazzeschi. E penso: “Se basta qualche corsetta per essere così in forma, d’ora in poi vengo tutti i giorni”. Poi osservo meglio e … tutti hanno un numero che pende dalla maglia. Mi viene un dubbio: ma non ci sarà una gara?

E, infatti, scopro che era una vera e propria competizione sportiva di triathlon: gli atleti dovevano cimentarsi in 750 metri a nuoto, 10 chilometri in bicicletta e 5 di corsa. Ci credo che erano tutti muscolosi e scattanti… Io certo non diventerò mai così, ma intanto sono tornata a casa sprizzando endorfine da tutti i pori. Anche se comincio solo ora non vuol dire che non possa ottenere dei risultati.

E poi non è stimolante avere sempre nuovi traguardi da raggiungere? Non credete?

di Annaleni Pozzoli

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