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La telenarcosi uccide l’orsa Daniza. Ma chi ci crede?

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Shock anafilattico? Problemi cardiaci congeniti? Anche no. Quella dell'orsa Daniza era una morte annunciata

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Shock anafilattico? Problemi cardiaci congeniti? Anche no. Quella dell'orsa Daniza era una morte annunciata

Chi di voi crede che l'orsa Daniza sia morta per uno shock da narcosi alzi la mano.

Io ho sempre pensato che sarebbe finita così. Si è trattato fin dall'inizio di un'esecuzione annunciata. Era solo questione di tempo. Senza fanatismi né frasi fatte da animalista della domenica, c'è da constatare freddamente l'ignoranza emotiva ed ecologica di questo nostro Paese.

È vero che ci sono ben altri problemi da affrontare e risolvere, ma non depone certo a favore della nostra capacità di farlo (in qualsiasi campo) vedere che... zac! Con una puntura passa tutto e si va avanti a cogliere funghi senza problemi.

Noi siamo quelli che ripopolano i territori montani con gli orsi a suon di finanziamenti e poi non siamo in grado di rispettare la loro diversità.



Vogliamo ricordare i fatti? Il fungaiolo Daniele Maturi ha allertato Daniza in difesa dei suoi cuccioli avvicinandosi per fotografarla. L'orsa era talmente "inferocita" da propinare all'uomo graffiature meritevoli di qualche punto di sutura, ma soprattutto era così aggressiva da scappare per i "calci e i pugni" del Maturi (sic).

Una reazione naturale quella di mamma orsa e, a detta degli esperti, anche "blanda". Vi avvicinereste voi a un'orsa con cuccioli per fotografarla? Andiamo... A cosa stava pensando il fungaiolo?

Commentando qualche giorno fa l'inseguimento nei boschi di Daniza in fuga con i suoi piccoli, un'amica che ha una casa in Trentino mi ha raccontato che, durante le passeggiate spesso si imbatte in tracce di plantigradi. Tronchi graffiati per succhiare la linfa dell'albero, per esempio. E più di una volta le è capitato di intuire la vicinanza di un orso, per qualche rumore particolare nel sottobosco. Dice che non hanno paura dell'uomo, ma ne stanno a distanza di sicurezza.

Ecco, dovremmo imparare dagli animali un'altra volta: rispetto e distanza di sicurezza.

Adesso restano i tre cuccioli, dei quali per ora soltanto uno è stato recuperato e poi liberato. Non so quante possibilità abbiano di sopravvivere. Fra poco è stagione di letargo. Mamma orsa li allattava ancora, li avrebbe preparati per sopravvivere al lungo sonno dei mesi del freddo.

Ma giustizia al fungaiolo è stata fatta. Questo è quello che conta.

 

 

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