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I libri vincono sui tablet? Sì, almeno per i bambini

di Oscar Puntel
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Si allarga la distanza fra carta e tecnologia, a tutto vantaggio della prima. E i ragazzi leggono più degli adulti. Ecco che cosa emerge dall'analisi del consumo dei libri in Italia

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Si allarga la distanza fra carta e tecnologia, a tutto vantaggio della prima. E i ragazzi leggono più degli adulti. Ecco che cosa emerge dall'analisi del consumo dei libri in Italia

Libri alla riscossa. Sotto l'albero di Natale, i pacchetti infiocchettati attesi dai bambini conterranno più libri e meno tablet. Secondo l'indagine annuale di Confesercenti-Swg, condotta su consumatori e commercianti, le storie su carta rappresenteranno il 17% dei regali (in crescita: lo scorso anno erano al 15%), mentre i giochi elettronici saranno il 10% (in discesa: lo scorso anno erano al 12%). In sostanza, si allarga la distanza fra carta e tecnologia. Altri dati confermano questa tendenza: sul motore di ricerca Google, la voce “tablet bambini” è stata di gran lunga meno digitata rispetto a “libri bambino”, in questo mese. Lo scorso anno, nello stesso periodo, eravamo alla pari; due anni fa, i tablet surclassavano i libri.

I libri vincono sui tablet?
Abbiamo chiesto a Nicola Siciliani de Cumis, pedagogista, docente all'Università Sapienza di Roma, se possiamo parlare di una 'svolta' nei consumi editoriali dedicati all'infanzia. “Sarei cauto” – ci ha risposto. “Anzitutto perché il sorpasso non è poi percentualmente tanto eclatante come potrebbe sembrare. E, nei limiti in cui comunque c'è, può essere stato determinato da molteplici fattori, tra loro perfino in contraddizione”. Fra questi, il professore cita l'effetto della pubblicità, il complicato intreccio fra le domande dei lettori e l'offerta delle case editrici. “Se non si può che essere lieti dell'esistenza di un duplice binario (la carta e il digitale), nella diffusione di libri e storie originali, sarei nondimeno cauto nel tirare delle conclusioni affrettate e attento all'evoluzione di questi dati. E mi pongo due interrogativi: alla crescita delle vendite di libri quanto corrisponde poi una effettiva incremento della lettura del libro? E poi: fino a che punto il disabituarsi al libro a causa e a vantaggio di internet non ha in realtà portato con sé un'esigenza di ritorno al libro stesso: il bisogno di una pausa, la richiesta di un momento di riflessione mediante la carta scritta?”, si chiede il professore.

I bambini leggono più degli adulti?
C'è un altro dato interessante che emerge dal consumo dei libri in Italia. I ragazzi leggono più degli adulti. Secondo l'Istat, la quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%). Fra gli adulti, il dato scende al 40%. Ancora il pedagogista Nicola Siciliani de Cumis: “Mi parrebbe assai interessante, se fosse vero, che i bambini riscoprano da sé proprio quello stesso piacere della lettura che i loro genitori possono avere ignorato, trascurato, sostituito, seppellito. Anche in questo caso, bisognerà considerare come questo dato cambierà in futuro”.

Il piacere della lettura, la molla della curiosità
Il successo dei libri fra i bambini si potrebbe spiegare con le molte iniziative sviluppate da scuole, biblioteche, librai, proprio per stimolare il gusto per le storie, la voglia di sfogliare e apprezzare un bel libro di narrativa. “Tuttavia – aggiunge il professore - non escluderei che, se il piacere della lettura dovesse rimettere radici tra i bambini, questo possa dipendere da quella stessa "molla" che potrebbe non avere funzionato negli adulti: la molla della curiosità”. Tra l'altro, la propensione alla lettura è fortemente condizionata dall’ambiente familiare: leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri, secondo l'indagine Istat di inizio 2015.

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