Sei favorevole ai locali childfree?

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di

Sara Scheggia

Nata negli Usa, la moda dei ristoranti e degli hotel vietati ai bambini sta prendendo piede anche da noi. Dividendo in due fazioni persino i genitori

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«Bisogna ammettere che al ristorante o in treno i bimbi urlanti e fracassoni fanno saltare i nervi. Perciò sono d’accordo con i locali childfree. Non si tratta di un divieto generalizzato: non ci vedo nulla di male nel riservare alcuni luoghi ai clienti adulti» dice l’autrice di A. La verità vi prego sull’aborto (Fandango).

Godersi una serata senza bambini è un diritto «È normale pretendere assoluta serenità quando si esce a cena. In più, molti ristoranti negano l’accesso ai piccoli solo dopo le 21, orario in cui dovrebbero essere a letto. Non si può obbligare tutti a pensare che i bambini siano la cosa più bella del mondo. Se uno vuole per forza portare i figli con sé, può andare da un’altra parte. E per i treni studierei scompartimenti ad hoc. Come si faceva con i fumatori».

Chiara Lalli filosofa e scrittrice

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«Ho 2 figli piccoli e capisco che pianti e urla possano dare fastidio, ma i bambini sono cittadini come tutti noi ed è a loro che affideremo la società del domani: un minimo di sopportazione mi pare d’obbligo» dice l’autore del blog Motelospiegoapapa.it e dell’omonimo libro edito da Tea.

Portare i più piccoli fuori li aiuta a crescere «Oltre alle parole di genitori e maestri, anche lo sguardo dello sconosciuto un po’ indispettito al ristorante è utile a farli crescere. Non è giusto che mamme e papà stiano in casa in nome della quiete altrui: non tutti hanno nonni a cui affidare i figli o soldi per la babysitter. In Italia i posti a misura di bambino sono pochi, ma basterebbe qualche accorgimento per intrattenere i clienti under 14 e incentivare le famiglie a concedersi la cena fuori».

Francesco Uccello educatore e blogger

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