Mai più violenza sulle donne

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    Credits: Amnesty International

    È una triste costante. Nei paesi ricchi come in quelli poveri, in situazioni di guerra o di pace, all'interno della famiglia o nella società: le donne subiscono discriminazioni e violenze. L'ultimo caso di cronaca riguarda Simona, una giovane donna incinta che è riuscita a mettere in salvo uno dei suoi bambini prima di essere uccisa a coltellate da Marco, il suo compagno.

    Italiana lei, italiano lui. Le violenze sulle donne non sono legate a un colore della pelle o a una religione: in tutto il mondo, ogni due secondi, una donna subisce una violenza.
    Le parole di Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International, suonano terribili.

    "La violenza sulle donne è un abuso dei diritti umani su scala universale. Donne di continenti e paesi diversi, di religioni, culture e retroterra sociali differenti, istruite o analfabete, ricche o povere, sia che vivano in guerra o in tempo di pace, sono legate dal filo comune della violenza subita da gruppi armati o dallo Stato, dalla comunità o dalla loro stessa famiglia".

    Che cosa possiamo fare? Attraverso la campagna "Mai più violenza sulle donne", Amnesty International (www.amnesty.it) richiama tutti all'azione e all'impegno: non commettere violenza, non permettere che altri la commettano, non tollerarla, non arrendersi finché essa non sarà eliminata in ogni parte del mondo. Manda una cartolina ai tuoi amici cliccando qui: web.amnesty.org/actforwomen

    Per sensibilizzare il maggior numero di persone possibili, è stato appena lanciato il video "One man fight", curato dall'agenzia londinese "Cake Media".
    Scopri di cosa si tratta in questa photogallery.

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    Credits: www.cakegroup.com

    Un fotogramma del video "One Man Fight", parte della campagna di sensibilizzazione sulla violenza domestica promossa da Amnesty International (www.amnesty.it) e prodotta dall'agenzia "Cake Media" di Londra (www.cakegroup.com).

    L'obiettivo della campagna che verrà diffusa alla fine del mese è mostrare al mondo che la violenza domestica non è solo un problema privato, ma una violazione dei diritti umani delle donne.

    Jez Jowett, direttore del reparto Digital Media della Cake, commenta: "Il video ha lo scopo di indurre lo spettatore a credere che sta guardando il remake di una scena di un film, "Ranging Bull" o "Fight Club", per esempio. Ma il passaggio da una scena in un ambiente molto "underground" alla vita domestica riporta potentemente alla realtà, dove le donne sono picchiate quotidianamente senza distinzione di razza, lingua e paese di provenienza".

    Il video è visibile sul sito www.onemanfight.com.

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    Credits: www.cakegroup.com

    Un fotogramma del video "One Man Fight", parte della campagna di sensibilizzazione sulla violenza domestica promossa da Amnesty International (www.amnesty.it) e prodotta dall'agenzia "Cake Media" di Londra (www.cakegroup.com).

    L'obiettivo della campagna che verrà diffusa alla fine del mese è mostrare al mondo che la violenza domestica non è solo un problema privato, ma una violazione dei diritti umani delle donne.

    Jez Jowett, direttore del reparto Digital Media della Cake, commenta: "Il video ha lo scopo di indurre lo spettatore a credere che sta guardando il remake di una scena di un film, "Ranging Bull" o "Fight Club", per esempio. Ma il passaggio da una scena in un ambiente molto "underground" alla vita domestica riporta potentemente alla realtà, dove le donne sono picchiate quotidianamente senza distinzione di razza, lingua e paese di provenienza".

    Il video è visibile sul sito www.onemanfight.com.

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    Credits: www.cakegroup.com

    Un fotogramma del video "One Man Fight", parte della campagna di sensibilizzazione sulla violenza domestica promossa da Amnesty International (www.amnesty.it) e prodotta dall'agenzia "Cake Media" di Londra (www.cakegroup.com).

    L'obiettivo della campagna che verrà diffusa alla fine del mese è mostrare al mondo che la violenza domestica non è solo un problema privato, ma una violazione dei diritti umani delle donne.

    Jez Jowett, direttore del reparto Digital Media della Cake, commenta: "Il video ha lo scopo di indurre lo spettatore a credere che sta guardando il remake di una scena di un film, "Ranging Bull" o "Fight Club", per esempio. Ma il passaggio da una scena in un ambiente molto "underground" alla vita domestica riporta potentemente alla realtà, dove le donne sono picchiate quotidianamente senza distinzione di razza, lingua e paese di provenienza".

    Il video è visibile sul sito www.onemanfight.com.

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    Credits: Amnesty International

    Messico. Azioni e manifestazioni contro la violenza sulle donne organizzate da Amnesty International.

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    Credits: Amnesty International

    Filippine. Azioni e manifestazioni contro la violenza sulle donne organizzate da Amnesty International.

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    Credits: Amnesty International

    Afghanistan. Le donne devono rivolgersi a un uomo per scrivere una petizione al tribunale di Kabul (pochissimi casi di crimini commessi contro le donne vengono presi in considerazione).

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    Credits: Amnesty International

    Nigeria. Amina Lawal, condannata a morte per lapidazione per un reato sessuale contemplato dalla Sharia, è stata salvata dalla mobilitazione internazionale.

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di

Sara Sironi

Si chiamava Simona, è stata uccisa ieri da Marco, il papà dei suoi bambini. Quanti abusi nascondono le mura domestiche? Amnesty International promuove un videoclip, "One man fight", per richiamare l'attenzione su questa tragica realtà che accomuna tutti i paesi del mondo

 

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