Marie Kondo e il magico potere della nevrosi

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di

Chiara Sessa

Marie Kondo ha trasformato la sua ossessione per l'ordine in un business redditizio: geniale

Marie Kondo è un genio. No, non mi riferisco al suo metodo per riordinare in un colpo solo la propria casa e la propria vita, garantendosi la felicità, o almeno uno stato di serenità zen. Per me il suo insegnamento fondamentale non sta nell'intuizione (sicuramente felice) che bisogna conservare solo gli oggetti in grado di emozionarci o nelle regole per piegare come un origami qualsiasi tipo di indumento. Dai suoi libri possiamo imparare una cosa molto più importante: questa donna è stata capace di trasformare la propria nevrosi in business.

Alla presentazione del suo ultimo volume, 96 lezioni di felicità (Vallardi), questo scricciolo con gli occhi a mandorla, che peserà al massimo 45 chili, raccontava come, fin dalla più tenera età, la sua fissa fosse l'ordine. «Persino a scuola, durante la ricreazione, mentre gli altri bambini giocavano in cortile, io tornavo in classe e riordinavo i libri sugli scaffali» ha confessato. Con l'adolescenza la mania si è trasformata in vero e proprio malessere, una sorta di sentimento di inadeguatezza di fronte all'incapacità di raggiungere il suo ideale di ordine perfetto.

A questo punto gran parte delle donne che conosco si sarebbe fiondata sul lettino di un analista e avrebbe cominciato a scavare nei traumi della sua infanzia. Marie no. Lei è riuscita a trasformare la sua mania nel metodo di decluttering più seguito sul pianeta, ha fondato una società di consulenza che aiuta i clienti a rivoluzionare casa e vita e ha scritto un libro, Il magico potere del riordino, che ha venduto tre milioni di copie. Time l'ha addirittura inserita nella classifica delle 100 persone più influenti al mondo.

Dopo aver sentito la sua storia il mio mantra è: non cercare di liberarti delle tue ossessioni, cerca di farle diventare un punto di forza.

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