del

Non voglio (più) essere una mamma perfetta

di Silvia Calvi

Un caffè con Donna Moderna

Calvi Silvia
Un'opinione di

Silvia Calvi

Mamma (separata) di due esplosivi nativi digitali ai quali, tra un esame e l’altro, si aggiunge la...

Ma quante sono ormai le mamme blogger? Tantissime! Alcune serie e ricche di consigli (utilissimi: provato per voi!), altre ironiche e piene di difetti. Indovinate quali sono le mie preferite?

Mi viene in soccorso la tesi di  Donald Winnicott sulla "madre sufficientemente buona". Secondo il grande pediatra e psicoanalista inglese, una mamma sa rispondere istintivamente alle richieste del figlio,  sa quando proporre una novità e sa di cosa ha bisogno il figlio in quel momento. Non è una madre perfetta, ma “sufficientemente buona”. Insomma, accettabile, che cerca di fare istintivamente del suo meglio e che (evviva!) commette degli errori.  E si mette in discussione. E, allora, vai con il coming out. Scopro che in Rete circolano diversi post di quelli che ti riconciliano con te stessa: "Le dieci ragioni per cui sono la madre peggiore del mondo".

Leggo avidamente, saltando da un blog all'altro e  (spavento): cambiano le autrici e le voci ma io, ogni volta, mi riconosco in qualche punto del decalogo. No, non sto parlando di peccati venali come dimenticarsi di firmare l'avviso sul diario o la data della gita (con conseguente corsa all'ultimo minuto per rimediare la razione K da colazione al sacco). Con queste mancanze ho fatto pace diversi anni fa. Non mi fanno neanche più sentire a disagio le mamme impeccabili. Quelle sempre preparate, ben pettinate, sorridenti, organizzate. Le preferite dalle maestre ("se tutte partecipassero come voi!"), le più generose (decorano tutto con il decoupage, fanno torte buonissime, poi allestiscono il mercatino per la festa di fine anno), le più partecipi alla vita dei figli ("Non lo saiiii? domani abbiamo la verifica di inglese"). No, non lo so e comunque la verifica ce l'ha mio figlio!

Stop, un attimo: che ci siano mamme disponibili a collaborare per raccogliere fondi per le attività scolastiche, accompagnare i bambini in gita con gli insegnanti se manca il personale, prendersi l'onere di fare le rappresentanti di classe, è bello e importante. Nessuna ironia. Solo: perché chi lavora tutto il giorno fuori casa o non ha le risorse per rendersi utile in questi modi dovrebbe sentirsi in colpa?

Comunque io, quando parlo di imperfezione mi riferisco a cose più brutte, quelle di cui, poi, ci si vergogna e non se ne parla a nessuno (da cui l'equivoco che siamo tutte mamme meravigliose). Come quella volta che i miei figli volevano a tutti i costi andare a un parco divertimenti (ok, giorni prima avevo commesso la leggerezza di una mezza promessa) e ho finto di aver scoperto che proprio quel giorno il parco era chiuso per lavori. O come quando, nel fare ordine in casa, ho buttato la gran parte dei disegni e dei lavoretti dell'asilo chiedendomi perché diavolo li avessi conservati: i primi erano bruttissimi, i secondi li avevano fatti le maestre. Ma ce ne sono di più recenti: l'altra sera ho fatto credere ai bambini che il televisore fosse rotto. Ero troppo stanca per negoziare con loro il tempo per la tivù.

Sono l'unica ad avere qualche "scheletro nell'armadio"? Una mia amica mi ha raccontato di aver mangiato di nascosto i dolcetti preferiti dalle sue bimbe. E di aver raccontato una balla. Mentre un'altra ha dato la colpa al traffico per essersi persa il saggio di musica di quinta elementare. La verità è che detesta questi eventi scolastici.

Cosa ne pensate? Vi sentite "sufficientemente buone " oppure  mamme perfette che lavorano, fanno i biscotti, trovano il tempo per leggere e tenersi informate e organizzano meravigliose cacce al tesoro?

No perché, scusate, alla fine è anche una questione di tempo, di energie e di priorità. Io ho (quasi) 46 anni. Se non perdere una riunione a scuola, cucinare piatti sani, gustosi e sempre diversi, raccontare storie bellissime e sedermi accanto a loro durante i compiti,  ascoltare pazientemente le loro recriminazioni ecc ecc...senza un solo minuto per me, mi rende stanca e nervosa come una erinne, forse non è un bene per nessuno. Che il punto sia tutto qui, una questione di età?

Più di una donna su tre, nel nostro Paese, fa il primo figlio dopo i 35 anni (indagine europea sulla salute perinatale). E, tra le donne con due figli, lavora solo il 54,8% contro il 65% delle donne senza figli.  E' vero, mancano i servizi (siamo il peggior Paese in Europa per l’occupazione femminile, dietro di noi c’è solo Malta) e tutto poggia sulle nostre spalle. Ma così, alla fine, da qualche parte bisogna pur trovare qualche scorciatoia. Utile per sopravvivere. Voi che ne dite?

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna