Ma è il caso di scrivere le calorie sulle bottiglie di vino?

Credits: Olycom
/5
di

Natascia Gargano

L’Unione europea vuole introdurre nel 2016 l’obbligo di segnalare le informazioni nutrizionali sulle etichette di rossi, bianchi e rosati. Per alcuni è una tutela in più, per altri rischia di creare solo confusione

«Per chiunque segua una dieta o un determinato regime alimentare è fondamentale sapere quante calorie e quali tipi di nutrienti si assumono con un bicchiere di vino. Non solo: avere tutte le informazioni in etichetta è positivo per ogni consumatore, perché è un dato in più a sua disposizione. Maggiori informazioni ci sono sui prodotti alimentari, migliore è la consapevolezza generale».
Andrebbe chiarita anche la quantità di solfiti «Oltre a zuccheri e grassi, come avviene per qualunque altro alimento, sarebbe utile che l’etichetta di un vino riportasse anche il dato sui solfiti presenti in una bottiglia: oggi la normativa prevede di indicare se questo tipo di sostanze, ufficialmente classificate come “allergeni”, siano presenti o no, ma non in che quantità. Eppure averne pochi o molti fa una bella differenza in termini di salute».

ALESSANDRO MOSTACCIO segretario generale del Movimento Consumatori

«Quello vinicolo è stato tra i primi settori alimentari a indicare sull’etichetta la provenienza dei suoi prodotti. Ciò detto, però, a che serve scrivere che un rosso o un bianco sono privi di grassi o proteine? E il valore energetico va riferito alla bottiglia o al bicchiere? In questo modo, anziché aiutare il consumatore si rischia di confonderlo, specialmente se è alle prese con una dieta “fai da te”».
I valori nutrizionali non sono costanti «Il provvedimento allo studio dell’Ue , inoltre, è complicato dal punto di vista pratico: la gradazione e i valori nutrizionali dei vini subiscono piccole variazioni di anno in anno. Pensiamo solo alla presenza degli zuccheri: un’annata può esserne ricca e quella successiva più povera. Questo significa dover rifare tutte le analisi e le etichette ogni stagione, con i costi e le difficoltà logistiche che ne derivano, specialmente per i piccoli produttori».

OTTAVIO CAGIANO DE AZEVEDO direttore generale di Federvini

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te