Orgogliose di non essere madri

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    Credits: Photodisc

    Non è facile per una donna confessare: «Io non voglio bambini!». Ma c’è chi il coraggio lo trova. Negli Stati Uniti è nata un’associazione che ha già iscritti in tutto il mondo e che riunisce chi non ha nessuna intenzione di fare il genitore: la Childfree by choice, liberi dai figli per scelta. «In Italia ci si vergogna ancora a dirlo, ci si sente giudicati male» commenta Letizia Mencarini, demografa dell’università di Firenze. «Eppure tra le nate nel 1960, il 15 per cento non ha figli e le previsioni dicono che tra quelle del 1964 si arriverà al 20 per cento» continua. E tra queste quante sono le “non mamme” per scelta? «Abbiamo intervistato 859 donne senza figli tra i 40 e i 45 anni» spiega Mencarini, che ha condotto l’indagine con la collega Maria Letizia Tanturri. «Più della metà di quelle in coppia ha rivelato di non averlo mai cercato un bambino». Perché? «Il 35 per cento sentiva di non avere abbastanza tempo ed energia, il 28 per non rinunciare alla carriera, il 22 per mancanza di soldi». Noi abbiamo raccolto quattro storie di donne che hanno scelto di non essere madri. Serenamente e con orgoglio.

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    Credits: Emmevi

    Ho preferito dedicarmi a me
    «A 30 anni ho rifiutato un matrimonio perché lui mi chiedeva di dargli un figlio» dice Catia Iori, 42 anni, sociologa, fondatrice della società di ricerche e sondaggi Piramix. «Non mi sentivo pronta. Per il lavoro ancora precario: facevo la ricercatrice all’università. Ma soprattutto perché sapevo che avrei reso infelice quel bambino. Se una donna non è abbastanza soddisfatta di sé, attraverso il latte materno non trasmette vitamine affettive, trasmette solo frustrazione. E io vedevo tante coetanee non felici della loro maternità. C’è stato, poi, un momento in cui ho pensato che forse avrei potuto avere un figlio. Dopo la morte di mia nonna, che per me era stata una mamma. Mi sono immaginata madre di un bambino, visto che non mi sentivo più figlia. Ma ho capito che non era quella la strada per colmare il vuoto affettivo. Ho sentito che dovevo piuttosto diventare madre di me stessa. Cioè, cominciare a occuparmi davvero di me, accudirmi, ascoltare i miei desideri di bambina. La capacità di creare, donare, prendersi cura degli altri non passa necessariamente dalla maternità. Così oggi posso dirmi felice di avere messo in piedi un’azienda, con delle collaboratrici di cui mi sento madre “spirituale”. E non rimpiango di non avere messo al mondo un figlio».

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    Credits: Maurizio Camagna

    Ho aspettato l’uomo giusto
    «Sembra che i figli siano diventati uno status symbol. Una moda. Tutte che mostrano il pancione, che si fanno fotografare sui giornali con il neonato» protesta Anna Kanakis, attrice, 44 anni. «E se i bambini non li hai, ti fanno sentire in colpa. Ti chiedono come mai non li hai avuti. Ma è ovvio che o non li hai voluti o non hai potuto averli. Basta con queste domande. Ci si può sentire realizzate anche se non si diventa madri. Io e Marco, mio marito da due anni, stiamo bene così. Siamo una famiglia completa. Anche se un figlio ora lo accoglierli volentieri, come un regalo di Dio. Perché sento che è arrivato il momento giusto per averlo. Oggi e non prima. Per me l’istinto materno non può essere slegato dall’uomo con cui stai e Marco mi ha fatto desiderare di diventare madre. Altri mi hanno fatto fuggire. Mi prospettavano un futuro radioso se fossi diventata mamma e avessi rinunciato al mio lavoro. Ma sentivo che in realtà volevano solo il possesso di una donna. Ora, quando penso a un bambino da cullare, l’idea mi piace. Ma non per questo appena vedo un neonato mi dico data l’età vado a fare la fecondazione assistita. Non ho nessuna intenzione di forzare la natura. Non voglio accanirmi. E poi, non ci sono forse le adozioni?».

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    Credits: Maurizio Camagna

    Ho accontentato il mio compagno
    «Non ho avuto figli per amore» provoca Laura Morino Teso, 45 anni, ex modella e proprietaria di un’agenzia di immagine. «Il mio primo marito non ne voleva e anch’io, con il lavoro che facevo, fino a 30 anni ho pensato che non c’era nessuna fretta. Viaggiavo, non ero mai a casa. Poi quella storia è finita, proprio quando mi sarei sentita pronta per un bambino. Dopo un po’ di vita da single, a 36 anni mi sono di nuovo innamorata di un uomo che mi ha detto “niente figli”. Era già padre. Aveva 51 anni. L’ho capito. E ho sempre rispettato il patto iniziale. Avrei potuto ingannarlo, lo so. Dimenticare la pillola. Quanti bambini nascono da pillole dimenticate! Ma non me la sono mai sentita di tradire quell’impegno. Evidentemente, il mio è un senso materno poco sviluppato. Diventare madre non è mai stata una priorità assoluta. Non ho mai vissuto come una vera rinuncia la scelta di non avere figli. Però oggi, ogni tanto, quel bambino che non c’è mi manca. Mi manca al 50 per cento. Lo vorrei quando vedo una delle mie amiche diventata mamma a 40 anni: è la donna più felice del mondo. Sono contenta di non averlo quando vedo i figli 14enni di altre mie amiche rientrare alle 2 di notte. Io impazzirei».

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    Credits: Maurizio Camagna

    Ho puntato sul lavoro
    «Mi sono sempre costruita degli alibi». Mariella Boerci, 58 anni, giornalista del settimanale Panorama, spiega così la sua scelta di non diventare madre. «Prima dicevo che non c’era ancora l’uomo giusto. Poi, quando 23 anni fa ho incontrato mio marito, ho iniziato a nascondermi dietro la scusa della paura. Paura della gravidanza, del parto, del dolore. Ma adesso posso dire che non era quella la vera motivazione. C’è qualcosa di più profondo. Qualcosa di irrisolto dentro di me. E c’è anche un lavoro che amo tantissimo e a cui non ho mai voluto rinunciare. Quando faccio una cosa, mi spendo fino in fondo e sapevo che se mi fossi spesa nella professione, come volevo, non avrei potuto fare altrettanto con un bambino. Ma a un figlio devi dedicare il tuo tempo. Non credo a chi dice che l’importante è la qualità del rapporto, conta anche la quantità. Oggi, però, qualcosa è cambiato. E a chi mi domanda se i bambini mi piacciono rispondo sì. Mi piacciono e mi interessano. Merito, soprattutto, dei miei due nipotini, Pietro e Carlo, e di Carlotta. Ha 4 anni e mi chiama nonna. È la figlia della mia domestica. È la bambina che non ho mai avuto. È la dimostrazione che gli affetti non sono solo quelli che ti dà il sangue, ma quelli che ti costruisci tu».

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di

Sabrina Barbieri

In America le chiamano "childfree". In Italia sono ancora guardate con sospetto. Sono le donne che hanno rinunciato ad avere un figlio. Consapevolmente, senza rimpianti. Per la carriera, per realizzare se stesse, anche per amore

 

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