Buone notizie per chi si è pentita del cesareo

Per la prima volta la diminuzione dei tagli cesarei comincia ad avere una consistenza statistica importante. Erano il 28,3% nel 2010, nel 2014 sono scesi al 25,7%. Sembra niente. E invece, in termini pratici, significa che l'operazione è stata risparmiata a 32mila donne. Questo succede anche perché finalmente ci sono diversi ospedali che aderiscono al programma "secondo cesareo evitato", centri cioè in cui chi ha avuto un primo figlio con il bisturi può partorire il secondo naturalmente. Il programma si chiama Vbac (Vaginal Birth After Cesarean). Una guida alla struttura giustaIn Italia il Vbac è possibile solo in poche strutture sanitarie, con forti differenze regionali: più facile al Nord (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna), meno al Sud. L’indicazione generale è quella di rivolgersi ai reparti maternità dove il numero di nascite è più alto e a quelle che hanno un approccio favorevole al parto vaginale.Per saperne di più sugli ospedali dove è più probabile fare il Vbac clicca su: www.nascita-nondisturbare.com, è il sito di una mamma, ostetrica e autrice del libro Dopo un cesareo (Bonomi); www.vbac.it è il primo sito italiano dedicato al Vbac. Nato da un gruppo di mamme e ostetriche, offre aiuto e informazioni alle donne che vogliono tentare il travaglio di prova.

/5

Per la prima volta in Italia i parti cesarei diminuiscono in modo significativo. Dal 2014, l'operazione è stata risparmiata a 32mila donne. Questo succede anche perché finalmente ci sono ospedali che aderiscono al programma "secondo cesareo evitato", centri cioè in cui chi ha avuto un primo figlio con il bisturi può partorire naturalmente. Ecco come funziona il Vbac (Vaginal Birth After Cesarean), chi può farlo, dove si esegue e le storie coraggiose e toccanti delle donne che hanno fatto questa scelta

Scelti per te