Per andare in tv bisogna fare i deficienti?

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    TUTTO è COMINCIATO DA LORO Claudio Lippi ha lasciato Buona Domenica il 28 ottobre scagliandosi contro la tv volgare. Enrico Brignano ha recentemente espresso lo stesso giudizio.

    La televisione è diventata uno zoo. Grida, liti furiose, bestemmie. Al punto che il 28 ottobre Claudio Lippi, autore di Buona Domenica, che per anni non si è mai tirato indietro ai travestimenti e alle torte in faccia, ha sbattuto la porta. E, il 12 novembre, ha organizzato uno sciopero degli spettatori contro la tv volgare. Non è il solo. Anche l'attore Enrico Brignano è scandalizzato. E lo ha detto durante la conferenza stampa del suo nuovo show teatrale. Insomma: pare che per andare in tv oggi bisogna fare i deficienti. Ma sarà proprio così? Lo abbiamo chiesto a chi la tv la conosce bene.

    No, è un errore accettarlo
    Claudio Lippi ex autore di Buona Domenica «Vorrei chiedere ai milioni di spettatori che guardano la tv: ma voi siete deficienti? La risposta sarebbe: no, non lo siamo. Ne sono sicuro perché oltre 7 mila persone hanno aderito alla mia campagna contro la tv della volgarità (www.claudiolippiunminuto.com). Io non voglio diventare complice dei programmi che offrono risse e parolacce. Chi li propone è scorretto, espone i bambini a spettacoli scandalosi, come il sesso e la violenza gratuiti. Sogno invece il ritorno a una tv di qualità, fatta di fiction belle come Elisa di Rivombrosa, di quiz intelligenti e di varietà divertenti e puliti».

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    Sì, ti costringono a farlo
    Enrico Brignano comico. È in tournée con lo spettacolo Brignano con la O «Non solo bisogna fare i deficienti ma gli spettatori devono diventarlo per sopportare per più di un'ora la televisione. Il problema è pratico: uno torna a casa la sera e non trova niente da guardare. Io ho lasciato il piccolo schermo perché mi proponevano solo ruoli banali. Un comico, per avere qualche soddisfazione, deve rivolgersi al teatro. Oppure darsi alla radio, come ha fatto Fiorello».

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    No, è la tv che è cambiata
    Paola Perego conduttrice di Buona Domenica «Sono in tv da 20 anni e penso di non aver mai fatto la deficiente. Se Buona Domenica offre ora vivaci confronti tra gli ospiti è perché la tv è cambiata. Oggi la gente vuole meno varietà e più talk-show. Meno spettacolo e più attualità. Per questo è inevitabile che nelle trasmissioni popolari ci siano discussioni molto accese su temi scottanti. Ma non vuol dire che sono a favore delle parolacce. E vi do la mia parola: a Buona Domenica non vedrete né bestemmie né scazzottate».

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    No, io sono per la genuinità
    Alessandra Mussolini parlamentare europea «Chi va in tv deve comportarsi come una persona normale. Nella vita di tutti i giorni, se qualcuno ti taglia la strada in auto, capita di ricambiarlo con un vaffa'. E può succedere in tv. Certo, bisogna tenere conto delle fasce orarie protette. Ma non penso che la televisione debba essere noiosa e castigata per educare la gente. Mi piace l'effetto realtà, la somiglianza con la vita quotidiana. E non mi sento in colpa se si è sentita qualche parolaccia nei miei litigi con Sgarbi a La pupa e il secchione».

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    Essere sguaiati
    È la parola d'ordine de La pupa e il secchione. Sopra, volano insulti fra Vittorio Sgarbi e Alessandra Mussolini.

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    Essere disposti a tutto
    La Marini trasporta escrementi di elefante in Reality Circus.

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    Sì, per colpa degli snob

    Maria Rita Parsi psicologa e psicoterapeuta «Parafrasando la Bibbia, dico che l'uomo ha creato la tv a sua immagine e somiglianza. E avrebbe potuto riempirla di cultura, sapere, programmi educativi. Invece ha commesso il peccato originale. Gli intellettuali hanno voltato le spalle alla televisione. Sono troppo snob per parlare il linguaggio della gente comune. In questo modo i professori hanno consegnato lo schermo agli incompetenti. A chi fa il deficiente».

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    Sì, bisogna sembrarlo
    Piero Chiambretti conduttore di Markette «Se uno non è deficiente, deve comportarsi come se lo fosse. La televisione, infatti, è uno specchio rotto della realtà dove i fatti e i personaggi vengono alterati e deformati. Le risse in diretta, il pianto dei bambini, le parolacce: chi scrive i programmi sa che sbaglia a proporli. Ma non c'è niente da fare, in questo momento gli spettatori premiano questo tipo di spettacolo e i pubblicitari sono contenti. Si salvano solo le trasmissioni destinate a un pubblico di nicchia».

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    No, bisogna essere scemi

    Flavio Insinna attore e conduttore di Affari tuoi «Marlon Brando diceva che per fare gli attori bisogna essere scemi. Infatti non è una persona normale uno che alle otto del mattino abbraccia una sconosciuta sul set e le sussurra: “Ti amo”. Questo non vuol dire che bisogna fare i deficienti. Chi va in tv deve stare attento a quel che dice. E io, se ho l'impressione di fare lo stupido, o di offendere la sensibilità della gente, mi fermo all'istante».

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    Sì, ed è un peccato

    Ersilio Tonini cardinale «La tv ha rovesciato i valori della morale. Il giusto, l'intelligente, il buono sono stati sostituiti dalla depravazione. Possiamo perdonare quella creatura che ha offeso Dio a L'Isola dei famosi, perché lui stesso ha chiesto pubblicamente scusa. Mi preoccupa di più quello che succede al Grande Fratello. Quando i partecipanti superano con successo una prova di abilità vengono premiati con una notte romantica in un letto a due piazze: immorale. In questi casi la tv supera i limiti della decenza e diventa come i romanzi licenziosi del marchese De Sade, dove il vizio diventa virtù».

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    No, paga la bravura
    Daria Bignardi conduttrice de Le invasioni barbariche «La tv non premia chi fa il deficiente ma chi lavora sodo. I personaggi che hanno successo, e durano nel tempo, sono campioni di qualità: Fiorello, Fabio Fazio, le Iene. Dietro i loro programmi ci sono squadre di autori che lavorano 20 ore al giorno. Certo, la tv volgare esiste, fa clamore e richiama l'attenzione. Ma poi si ritorce contro chi la fa. La gente prima o poi si stanca di litigi e parolacce e cambia canale. Va alla ricerca dei programmi di qualità».

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    Essere ridicoli
    Stefano Bettarini si fa toccare il sedere in C'è posta per te.

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    Essere litigiosi
    È una qualità richiesta a Buona Domenica. Sopra, Aldo Busi con Rocco Casalino.  

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di

Maurizio Dalla Palma

Gente che sbraita e si insulta. Vip che si prestano a qualsiasi volgarità. I programmi sono diventati uno zoo dove trionfa chi esagera. Vero o falso: leggete cosa ne pensa chi il piccolo schermo lo conosce bene

 

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