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Perché voterò quattro “sì”

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Il 12 giugno andremo a votare: speriamo, per allora, di avere poche idee ma chiare. Perché non c'è dubbio che i quesiti del referendum sulla fecondazione assistita siano difficili. E l'intrecciarsi delle prese di posizione non ha fatto che confonderci. Per questo Donna Moderna ha scelto la strada dell'informazione

Il 12 giugno andremo a votare: speriamo, per allora, di avere poche idee ma chiare. Perché non c'è dubbio che i quesiti del referendum sulla fecondazione assistita siano difficili. E l'intrecciarsi delle prese di posizione non ha fatto che confonderci. Per questo Donna Moderna ha scelto la strada dell'informazione

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Il 12 giugno andremo a votare: speriamo, per allora, di avere poche idee ma chiare.

Perché non c'è dubbio che i quesiti del referendum sulla fecondazione assistita siano difficili. E l'intrecciarsi delle prese di posizione non ha fatto che confonderci. Per questo Donna Moderna ha scelto la strada dell'informazione. Per quattro numeri, compreso quello che avete in mano, abbiamo "tradotto" i quesiti e raccontato le ragioni del sì e quelle del no. E siccome non ci sembrava abbastanza, ecco un vero e proprio regalo: allegato a questo numero trovate un fascicolo con il testo completo della legge, in modo che tutti voi possiate conoscere il prima e il dopo di quelle frasette che andremo a tenere, o cancellare.

Ma ora, a pochi giorni dal referendum, voglio dirvi perché io andrò a votare e voterò quattro sì. Prima di tutto l'idea di astenermi non mi ha neppure sfiorato. C'è una legge: se ci va bene andiamo a votare no, per tenerla così com'è. Se vogliamo modificarla andiamo a votare sì. Ma perché astenersi? Una donna anziana mi ha detto: "Mi astengo perché non ci ho capito niente". Ma dai! È vero che i quesiti sono difficili, ma ormai giornali e tv hanno fatto di tutto per ridurli alla semplicità.

Astenersi perché lo dice la Chiesa? La Chiesa può impedirci di esercitare un diritto così importante, come quello di far valere democraticamente la nostra opinione? Io penso di no, penso che la fede e i valori cristiani possano ispirare le nostre idee, ma non impedirci di averle e di esprimerle. Dunque andrò a votare. E voterò sì.

Non voglio addentrarmi in spiegazioni scientifiche o etiche che altri hanno fatto e stanno facendo meglio di me. Vi dico solo che ho tre amiche che si sono sottoposte alla fecondazione artificiale, con tanto di bombardamenti ormonali e tutto il resto. Una ha un bel bambino, che altrimenti non avrebbe avuto. Credetemi, lei, il marito e il figlio sono così "normali" che non solo gli

altri, ma neppure loro stessi ricordano che quel figlio è nato grazie alle tecniche di laboratorio. Un'altra amica ha una bimba nata in provetta, e due maschietti che sono arrivati dopo, spontaneamente, come se la prima gravidanza "artificiale" avesse sbloccato i meccanismi naturali. La terza amica si è sottoposta a un vero e proprio calvario, fisico e psichico. Non ce l'ha fatta, ma la sua voglia di maternità era tanta che ha deciso per l'adozione.

Io penso di non avere il diritto di togliere a donne come queste, e ai loro uomini, la possibilità di diventare genitori. Usando le tecniche messe a punto dalla scienza (sì, la stessa meravigliosa scienza che ci ha liberato dalle malattie, che ci ha permesso il controllo delle nascite, che ci consente di sapere, prima che un bimbo venga al mondo, se è sano o no e qualche volta lo cura addirittura nell'utero!). Non me la sento, poi, di limitare le loro possibilità: che diritto ho, io, di dire quante volte devono provare? Perché non permettere di utilizzare più embrioni, tentando più volte, come si tenta più volte quando

si fa l'amore per restare incinte? E se "avanzano" embrioni inutilizzati, perché non donarli alla ricerca? E far sì che la loro scintilla di vita dia la vita, in altro modo, attraverso le preziose cellule staminali?

Quanto alla fecondazione eterologa, ditemi che differenza fa, una volta che hai un bambino tra le braccia e sai che tu sarai la sua mamma o il suo papà, sapere di chi era l'ovulo o lo spermatozoo! Infine, dettaglio non da poco: se passerà il no e la legge resterà così, con i suoi divieti, i ricchi andranno all'estero, magari nella vicina Spagna, a tentare quello che qui non possono tentare. I poveri si rassegneranno. Vi lascio alla lettura di spiegazioni più autorevoli della mia, ma soprattutto alle vostre riflessioni: riflessioni che, ricordatelo, avete il diritto di esprimere. Questa è la democrazia: teniamocela cara!

Cipriana Dall'Orto condirettore

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