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Petaloso, la nuova parola creata da un bambino e approvata dalla Crusca

di Barbara Sgarzi
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Matteo, 8 anni, inventa la parola "petaloso". La maestra la invia all'Accademia della Crusca che la approva. Sì, perché la lingua è una cosa viva, che tutti contribuiscono a far crescere

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Matteo, 8 anni, inventa la parola "petaloso". La maestra la invia all'Accademia della Crusca che la approva. Sì, perché la lingua è una cosa viva, che tutti contribuiscono a far crescere

Facciamo festa, è nata una parola. Una parola, un aggettivo. Buffo, tenero, azzeccato: petaloso. Uno come tanti altri che i bambini creano quotidianamente, privi, beati loro, delle briglie adulte sull’uso della lingua, dei cliché, delle frasi fatte, del burocratese o aziendalese che infestano molte delle nostre conversazioni.

L'Accademia della Crusca ha detto "sì"

Ma grazie  a una maestra con molto spirito d’iniziativa, Margherita Aurora, la parola di Matteo, allievo di una terza elementare di Copparo, Ferrara, è stata approvata dall’Accademia della Crusca. «Matteo, durante un lavoro in classe sugli aggettivi, descrivendo un fiore ha inventato la parola “petaloso”. Certo, non esiste, ma mi è piaciuta tanto da inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Pochi giorni dopo abbiamo ricevuto la risposta». Che è un sì entusiasta: «La parola che hai inventato» scrivono a Matteo i cruschisti «è ben formata e potrebbe essere usata in italiano così come sono usate parole formate nello stesso modo: tu hai messo insieme petalo + oso, petaloso, pieno di petali , con tanti petali. Allo stesso modo in italiano ci sono pelo+oso, peloso, pieno di peli, con tanti peli e ancora coraggio+oso, coraggioso, pieno di coraggio».

Una lezione di sociolinguistica

Gli studiosi della Crusca non perdono l’occasione per una utile lezione di sociolinguistica: per ricordare, cioè, che al di là delle norme e regole, la lingua la fanno i parlanti: «La tua parola è bella e chiara. Ma sai come fa una parola ad entrare nel vocabolario? Perché entri in un vocabolario, bisogna che la usino tante persone e tante persone la capiscano. Se riuscirai a diffondere la tua parola tra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a dire ‘Come è petaloso questo fiore', ecco allora che petaloso sarà diventata una parola dell’italiano».

Clicca #petaloso

E grazie alla vivacità della Crusca sui social, cosa che ha contribuito ad avvicinare ancora di più la storica istituzione ai cittadini, l’hashtag #petaloso è diventato in poco tempo trending topic e al dibattito hanno partecipato in molti, fra cui il premier Renzi. Con voci anche dissonanti: c’è anche chi intima alla Crusca “smettetela con queste sciocchezze”, come se la creatività di un bambino che impara a usare (e a modificare intelligentemente) la propria lingua fosse una sciocchezza.

Come se non avessimo tutti un elenco, scritto nella mente, delle parole più buffe create dai nostri figli, nipoti, figli di amici che conserviamo nella memoria come un tesoro nascosto. E poi ditemi voi: se l’Alice in Wonderland dell’omonimo film può essere “moltosa” e avere la “moltezza”, forse che un fiore può non essere petaloso?

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