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Piccole strategie anticrisi

di Giuditta Boggian
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Mio figlio e i suoi amici hanno deciso di non scambiarsi più regalini per i compleanni. «I genitori di due miei amici hanno tagliato le paghette perché c'è la crisi. Mica potevamo metterli in imbarazzo!? E poi chissenefrega dei regali, l'importante è stare insieme». Chissà, magari la crisi non farà solo danni...

Mio figlio e i suoi amici hanno deciso di non scambiarsi più regalini per i compleanni. «I genitori di due miei amici hanno tagliato le paghette perché c'è la crisi. Mica potevamo metterli in imbarazzo!? E poi chissenefrega dei regali, l'importante è stare insieme». Chissà, magari la crisi non farà solo danni...

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Chiacchiere alla macchinetta del caffè. Una collega mi confessa che da quando è iniziata questa crisi economico-psicologica che ci fa sentire tutti più vulnerabili e ansiosi, lei, per rilassarsi, guarda ogni sera un film per ragazzini. «Sai», dice, «tutto quello che danno in televisione o mi sembra fuori luogo, "vecchio" rispetto al clima che viviamo, tipo i varietà con tette e lustrini, oppure mi fa aumentare l'ansia: non ne posso più di camere operatorie».

Le rispondo che anch'io ho una new entry anti tensione. «Adoro X Factor. Buona musica, ragazzi che hanno una passione e vogliono avere un futuro, e poi i commenti di Morgan: ma quanto sono intelligenti...». Una terza collega non ce la fa a non intervenire. «Se qualcuno pochi mesi fa mi avesse detto che avrei passato le mie serate a leggere tutti i libri che mi capitano in mano, non ci avrei creduto. Tentare di divertirmi a tutti i costi non mi sembra in linea coi tempi. Allora leggo, e mi libero la testa» (ndr evidentemente non è l'unica che ha riscoperto il piacere di un libro se, come dicono le statistiche, le vendite in questo settore non accusano flessioni, anzi).

Sì, forse questo clima da "day after" con un futuro che più nebuloso non si può, ha iniziato a cambiare anche i micro comportamenti quotidiani. Tutti istintivamente facciamo qualcosa che PRIMA non facevamo, come un riflesso pavloviano cerchiamo così di adattarci a questo POI. Per il mio amico Andrea, invece, il poi ha voluto dire buttarsi a capofitto nella cura della casa. Certo, i classici lavoretti fai-da-te da maschi, ma anche un'attenzione quasi maniacale ad accostare gli arredi, a trovare quel vaso per quei fiori, quella posizione per la poltrona dopo mille tentativi, persino quei tovagliolini di carta per quel tipo di tavola (e pensare che per Andrea rilassarsi voleva dire aperitivo-cinema-postcinema). «Così lascio fuori dalla porta la tensione, e poi mi sembra di rispettare di più il mio umore attuale».

E che nessuno sia immune da questa atmosfera post (o pre) bellica, l'ho capito quando mio figlio mi ha comunicato che lui e i suoi amici hanno deciso di non scambiarsi più regalini per i compleanni. «I genitori di due miei amici hanno tagliato le paghette perché c'è la crisi. Mica potevamo metterli in imbarazzo!? E poi chissenefrega dei regali, l'importante è stare insieme». Chissà, magari la crisi non farà solo danni.

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