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Candidature improponibili: non è ora di dire basta?

di Alessandra Appiano

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Alessandra Appiano
Un'opinione di

Alessandra Appiano

Scrittrice, giornalista e autrice televisiva. Con il suo primo romanzo “Amiche di salvataggio”...

Non si fa che commentare il capello troppo liscio o troppo boccolo della Boschi (i meno gentili la cellulite sul sedere) o la magrezza eccessiva della Carfagna, non si fa che polemizzare sul presunto dress code imposto dalla Bignardi, e di certe discutibilissime candidare femminili si è detto ben poco. Prima. Perché adesso, dopo che Simona Tagli e Roberta Beta hanno portato a casa rispettivamente 31 e 13 miserabili voti, sono tutti a evidenziare quanto siano state schifate (trombate in questo caso lo eviterei) dagli elettori. A dimostrazione che la gente è assai meno scema di quello che si vuole credere.

Sia chiaro: non ho assolutamente nulla di personale contro Simona Tagli e Roberta Beta, ma le conversioni sulla via della politica in zona cesarini, quando del successo non si ha più nemmeno l'ombra (peraltro un successo legato solo all'immagine, cosa di cui non vergognarsi affatto ma che non può diventare un appeal sociale) sono inaccettabili per qualsiasi soggetto di buon senso (e inaccettabile è che un partito le abbia candidate...).

Perché le elezioni oramai si vincono e si perdono con le persone credibili,  non con teorici e stantii slogan sulla destra e sulla sinistra.  Il flop delle due signore in questione  è semplicemente il flop delle candidature fuffa,  ideate in un contesto di decadenza culturale,  nella speranza di acchiappare qualche fan di passaggio o qualche  maniaco della televisione del paleolitico.

I 44 gatti che hanno votato l’ex soubrette e l’ex partecipante alla prima edizione del Grande Fratello hanno evidenziato una semplice, lapalissiana evidenza: chi va a votare tende  a preferire individui  (oltre che per bene, si spera)  almeno un pochino  “impegnati”  in battaglie civili. E dei presunti vip (o dei reali ex vip), interessati a ottimizzare uno straccio di antica popolarità, non gliene può fregar di meno (nella migliore delle ipotesi). Mentre  ci frega assai (nel senso di trovare deplorevole) che i partiti assecondino certe umane debolezze, rivelandosi ancor più deboli. Oltre che impresentabili da un punto di vista etico.

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