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Quanto conta la bellezza in politica

di Savina Confaloni
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Justin Trudeau, 43 anni, ex pugile, vince le elezioni in Canada. Ma a lui va anche il primo premio per il sex appeal. Perché la bellezza (e meno male, ci vien da dire!) non è più vincente solo per le donne: ora anche i premier si fanno notare

Justin Trudeau, 43 anni, ex pugile, vince le elezioni in Canada. Ma a lui va anche il primo premio per il sex appeal. Perché la bellezza (e meno male, ci vien da dire!) non è più vincente solo per le donne: ora anche i premier si fanno notare

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I muscoli scendono in campo in politica. Non nella violenza verbale delle arringhe elettorali ma nei bicipiti da ex puglie del neoeletto Justin Trudeau, che ha vinto con una valanga di consensi le elezioni politiche in Canada, riportando il tema della bellezza e del fascino maschile in primo piano anche fra i banchi di Camera e Senato. Il 54% dei seggi conquistati dall'elegante e carismatico canadese, sportivone quanto basta, ex meccanico e istruttore di bungee jumping, riapre l'album di famiglia della dinastia Trudeau. E ci mostra un altro leader bello e mondano dei tempi che furono, il padre Pierre Trudeau, che dominò la scena politica del Paese tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 facendo impazzire fotografi e giornalisti per le sue storie con le divine del jetset, a cominciare da Barbara Streisand.

Le donne si prendono la rivincita
Ma le elettrici, dopo l'infornata di belle da calendario, da Mara Carfagna a Nicole Minetti, da qualche tempo si stanno prendendo la rivincita, con lo zapping tra talk show e dibattiti che ha catapultato in un mondo di piacenti ed eleganti, ma soprattutto sexy, candidati. Promettono di cambiare il mondo, corrono, fanno sport, sono politically correct perché non ostentano la loro bellezza ma ne fanno uno strumento per comunicare meglio: dallo spagnolo Pedro Sanchez al ministro svedese Gabriel Wikström, ai francesi Manuel Valls ed Emmanuel Macron.

Quando è la coppia a piacere
Il Ministro dell'Economia francese trentasettenne entra nell'immaginario femminile anche per la svolta sexy-romantica della sua vita: nel pieno della carriera e dei consensi grida al mondo la liaison con la sua ex professoressa del liceo di vent'anni più vecchia diventando l'idolo delle elettrici d'Oltralpe. Dopo le scappatelle di Hollande con Gayet, la coppia Emmanuel Macron-Brigitte Trogneux è diventata la più paparazzata di Francia, bellezza e amore che trionfano su tutto: salgono i consensi, aumentano i voti. Coppia da copertina, che  i delatori del Regno Unito considerano l'ultima spiaggia per riportare un po' di luce su un trono sbiadito, sono William e Kate Middleton, la cui algida bellezza (non paragonabile a quella della compianta Lady Diana, ma altrettanto glamour) riesce sicuramente a far vendere di più i rotocalchi e i souvenir.  

Il bello di casa nostra
Le belle della politica ci sono sempre state e continueranno a esserci, come dimostra la vittoria di Dilma Rousself Presidente del Brasile, o l'adorazione che il popolo americano ha dimostrato per una Michelle Obama non bellissima ma certamente sempre attenta al fitness e alla sua forma fisica.

Ma i belli della politica sono alla riscossa e non temono più il fascino bipartisan degli occhi azzurri e della pelle candida di Maria Elena Boschi. Lo dimostra il fenomeno Alessandro Di Battista, il leader più gettonato del Movimento 5 Stelle, l'idolo delle grilline a caccia di autografi. Il Web lo ha capito subito, fotografi e cameraman anche: il volto Tv dei 5 Stelle non ha rivali in quanto a indice di gradimento estetico. Barba corta e curata, capelli a posto, camicia con primo bottone slacciato e giacca blu, ha oscurato qualsiasi rivale, con la consacrazione definitiva a sex symbol delle politica nella kermesse dei grillini a Imola dove Di Battista è stato sommerso dalle militanti che lo hanno sottoposto senza tregua al rito imprescindibile dei selfie. Niente di nuovo comunque. All'ombra del Partenone, nell'antica Grecia, la prestanza fisica era già un must (vedi Varoufakis): e se la bellezza classica era intesa come custode di virtù etiche e morali, le elettrici di oggi godono  per i loro belli da votare. Augurandosi che siano anche bravi.

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