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Ha aperto il primo negozio italiano dedicato alla cannabis

di Flora Casalinuovo
Ha aperto il primo negozio italiano dedicato alla cannabis 2 - 1.50/5

Dove non si trova nulla da fumare, ma prodotti a base di canapa come creme per il corpo e articoli naturali. Noi li abbiamo provati

Un caffè con Donna Moderna

Dove non si trova nulla da fumare, ma prodotti a base di canapa come creme per il corpo e articoli naturali. Noi li abbiamo provati

La canapa è trendy. E i dati, forniti da Assocanapa, lo dimostrano: sono 140 le aziende che nel nostro Paese la coltivano, e le superfici “dedicate” a questa pianta raggiungono i 1.000 ettari. Non stiamo parlando di sballo, ma di un business vero e proprio che produce tessuti, alimenti e cosmetici. Come quelli che si trovano da Sir Canapa, a Milano, il primo negozio italiano dedicato alla cannabis.

UN TREND CHE ARRIVA DALL’AMERICA  «In carcere non ci vai di sicuro, qui non comprerai nulla da fumare» ride il titolare Marco Russo, under 30, faccia da bravo ragazzo che si è buttato in un mercato del tutto nuovo. «Il Thc, il responsabile dello sballo, è soltanto uno dei tanti principi attivi della cannabis e si trova nei fiori. Invece con il resto si fabbricano prodotti quasi sconosciuti, ma che fanno benissimo. L’olio, per esempio, contiene molti più Omega 3 di quello d’oliva quindi è utile contro il colesterolo». Lo assaggio e non sento particolari differenze, tranne per il retrogusto di pinolo.

Mi aggiro tra gli scaffali e arrivo alla cassa con un bel bottino: caffè, pasta, marmellata e maschera viso. Totale 30 euro. I prezzi non sono stracciati, tutto è naturale e certificato bio. «In America la vendita di questi articoli è aumentata del 25% nell’ultimo anno. I negozi dove puoi acquistarli sono centinaia, frequentati da gente di ogni tipo. E anche qui vengono ragazzi, madri di famiglia, signori in giacca e cravatta».

PROPOSTE PER LA CUCINA E PER IL BEAUTY  Cannabissimo espresso e composta al seme di canapa decorticato con arance e cacao: inizio così la giornata. Il caffè, in cialda, ha un aroma intenso ed è cremoso. La marmellata ha una consistenza insolita e un gusto nocciolato. Dopo 3 ore, nessun “effetto collaterale” da segnalare: niente estasi o adrenalina a mille, ma il solito slalom tra lavoro e impegni. A pranzo proseguo la giornata con gli strozzapreti di farina di semi di canapa. Li preparo con sugo di pomodorini freschi e pecorino. La pasta è più scura di quella integrale e mentre la cuocio si sparge nell’aria un profumo di campagna... Mi conquista per il sapore più deciso di quella classica. Inoltre, scopro che è riccha di acidi grassi polinsaturi, quelli che fanno bene al cuore.

E per finire il mio cannabis-day, mi concedo la maschera dermopurificante al viso: è morbida, verde acido e sa di talco mentolato. Dopo 10 minuti di posa, la sciacquo e mi guardo allo specchio: la pelle è liscia, idratata ed è sparito il brufoletto che abitava sulla fronte. Di certo, questi prodotti mi sono piaciuti. Rimane un dubbio: domattina la marmellata andrà bene per la colazione di mio figlio di 2 anni?

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