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Quando una bambina non mangia più

di Elena Tebano
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Finora ne soffrivano le adolescenti. Ma oggi l'anoressia colpisce anche piccole di 8, 10 anni. Che rifiutano il cibo per un dolore nascosto, per paura di crescere, perché si sentono sole. Il loro è un grido d'aiuto. Ma gli esperti dicono: di aiuto hanno bisogno soprattutto i genitori, impreparati di fronte allamalattia delle figlie

Finora ne soffrivano le adolescenti. Ma oggi l'anoressia colpisce anche piccole di 8, 10 anni. Che rifiutano il cibo per un dolore nascosto, per paura di crescere, perché si sentono sole. Il loro è un grido d'aiuto. Ma gli esperti dicono: di aiuto hanno bisogno soprattutto i genitori, impreparati di fronte allamalattia delle figlie

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Sono piccole vittime di una grande ossessione. Di una malattia che fino a oggi si pensava colpisse solo a partire dall'adolescenza. Parliamo delle bambine che già alle elementari iniziano a soffrire di disturbi alimentari: ragazzine di 8, 10 anni che giorno dopo giorno rinunciano al cibo, scappano in bagno per vomitare, si guardano allo specchio osservando con orrore il loro corpo che cresce, che cambia. E che si trasforma in un nemico da combattere.

A denunciare il fenomeno è l'Aba, che da 15 anni si occupa di anoressia e bulimia. «Negli ultimi 12 mesi abbiamo ricevuto il 55 per cento di chiamate in più» dice Fabiola De Clercq, presidente dell'associazione (numero verde 800165616). «In tre casi su dieci a chiedere aiuto sono state proprio ragazzine con meno di 13 anni. Arrivano anche telefonate di genitori preoccupati per le figlie in prima o seconda elementare». Daniela si è ammalata quando aveva 16 anni, ma il suo calvario è lo stesso che attraversano oggi le baby-anoressiche. «Il cibo era la mia ossessione» ricorda ora che di anni ne ha 22 ed è uscita dall'incubo. «Mi svegliavo e salivo sulla bilancia. Andavo a dormire e pensavo che quel giorno non avevo fatto abbastanza per dimagrire. In pochi mesi sono arrivata a un passo dalla morte: pesavo 34 chili, io che ero alta un metro e 65».

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>>Attenti ai sintomi

L'allarme su questo nuovo e inquietante fenomeno è condiviso da Laura Bellodi, responsabile del Centro disturbi della condotta alimentare dell'Ospedale San Raffaele Turro di Milano (tel. 02 26433353). «Fino a poco tempo fa, nella nostra struttura che accoglie persone da tutta Italia era raro vedere pazienti sotto i 14 anni» dice. «Oggi, invece, su 20 malate ne curiamo sempre due di età inferiore. Alcune di loro, poi, sono così giovani da non avere nemmeno mai avuto le prime mestruazioni». Ma quali sono i sintomi dell'anoressia delle bimbe? «Il primo in assoluto è la richiesta della bambina di mettersi a dieta» risponde Laura Bellodi.

«All'inizio vuole perdere uno, due chili. Poi accade che non si fermi più». Prima ancora che le piccole dimagriscano, però, i genitori possono riconoscere il pericolo da un altro segnale sospetto: l'eccessiva attenzione delle figlie al peso. «Deve allarmare una ragazzina di 10 anni che sale sulla bilancia due o più volte al giorno, si chiude in bagno per ore, cerca di stare sempre in movimento per bruciare calorie» spiega Fabiola De Clercq dell'Aba. «L'anoressia, inoltre, si manifesta a tavola. Se le bimbe cercano di evitare i pranzi e le cene con la famiglia, se mangiano di nascosto, se chiedono sempre gli stessi alimenti, significa che hanno già sviluppato un rapporto patologico con il cibo».

>>Le troppo brave rischiano

È quello che è successo a Daniela: «Sapevo a memoria quante calorie c'erano in ogni cosa che mettevo in bocca, e la ginnastica che serviva per bruciarle. Facevo addirittura le flessioni mentre mi lavavo i denti» racconta. Di pari passo con i chili, scomparivano le mestruazioni. «Ma non me ne importava niente. Ho smesso perfino di vedere i miei amici, perché mi sembrava che anche loro mi costringessero a mangiare.

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Invece dimagrire mi faceva stare bene, mi sentivo invincibile, capace di controllare tutta la mia vita». Sì, perché le baby anoressiche sono delle perfezioniste. «Le classiche brave bambine che hanno sempre obbedito a mamma e papà e sono sempre andate bene a scuola» spiega Laura Bellodi.

>>Le cause e le responsabilità

Perché, all'improvviso, una piccola di 10 anni smette di mangiare? La risposta è: non esiste una ragione sola. Tra i medici c'è chi spiega che bambine lasciate troppo sole, o sofferenti per la litigiosità dei genitori, manifestano il disagio rinunciando al cibo. C'è chi parla addirittura di fattori genetici. E c'è chi accusa i modelli estetici di oggi. «Le giovanissime sanno che la bellezza è uno strumento capace di aprire tutte le porte» spiega Francesco Comelli, psichiatra dell'Aba. «E i primi a esserne convinti sono le madri e i padri: così la magrezza diventa un'ossessione di famiglia».

Ma gli esperti denunciano cause più inquietanti: «Oltre un terzo delle nostre pazienti è stato vittima di abusi sessuali» spiega lo psichiatra Comelli «quasi sempre da parte di parenti o di persone vicine alla famiglia. Questo le ha indotte a sentire il proprio corpo come un pericolo. E a ridursi pelle e ossa per evitare di attrarre il desiderio dei molestatori». Comelli lancia anche un altro allarme: «Tre tossicodipendenti su dieci sviluppano disturbi alimentari, una dipendenza pericolosa come quella da stupefacenti» dice. «E oggi l'età di chi fa uso di droga sta scendendo: sono sempre più i ragazzini delle medie inferiori ad avere problemi di questo tipo».

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>>Mamme e papà fate così

Eppure questo nemico subdolo può essere sconfitto. Come? «Chiamando subito il medico di famiglia o il pediatra» chiarisce Fabiola De Clerq dell'Aba. «I genitori tendono a risolvere il problema da soli: pensano che nutrire le figlia sia compito loro e non capiscono che si trovano di fronte a una malattia» aggiunge Laura Bellodi. E spiega: «Una bimba anoressica non deve essere costretta a mangiare: si ottiene l'effetto contrario. Né va punita, altrimenti la sua aggressività aumenta». Il padre di Daniela riconosce di avere commesso questi errori: «All'inizio mia moglie e io pensavamo che il suo dimagrimento fosse legato all'età e al desiderio di fare la modella.

Quando ha smesso di avere le mestruazioni, siamo andati nel panico. Ma non sapevamo a chi chiedere aiuto. Le dicevamo di mangiare, ci arrabbiavamo quando non toccava cibo. E abbiamo peggiorato la situazione: Daniela ha iniziato a manifestare manie suicide. Ormai sul punto di perderla siamo riusciti a farla entrare in una clinica specializzata. Ci sono voluti parecchi mesi, ma alla fine Daniela è guarita. Il ricovero è stato indispensabile. Non si può pensare di curare l'anoressia a casa. Da soli».

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