del

Quanto tempo trascorri con tuo figlio?

di Isabella Fava
Vota la ricetta!

Una bambina americana ha inventato un'app per misurare il tempo che un papà o una mamma passano col proprio figlio. Ma ce n'era davvero bisogno?

Un caffè con Donna Moderna

Una bambina americana ha inventato un'app per misurare il tempo che un papà o una mamma passano col proprio figlio. Ma ce n'era davvero bisogno?

Fava Isabella
Un'opinione di

Isabella Fava

Divoratrice seriale di telefilm, è amante del cinema, con lo stereo sempre acceso e un libro sempre...

La mia prima reazione è stata di tristezza. Se Lia, 7 anni, americana, ha dovuto lanciare un grido di aiuto per stare con mamma e papà, allora è proprio sola.

Poi leggo che non è così. Anzi: insieme al papà Erwan, Lia ha creato un’app per le sue amichette, in modo da convincere i genitori a passare più tempo con loro. Non lei, che con mamma e papà sono un’affiatatissima squadra.

L’app, che si chiama Mini Hug, mini abbraccio, è una specie di gioco a premi. Più stai con tuo figlio, più acquisti punti. Una gita al parco? Vale 700 crediti. Un’ora di compiti insieme? 180. Le costruzioni col Lego? 90. E così via, con ogni progresso appuntato puntualmente. Per le mamme e i papà competitivi c’è anche la possibilità di confrontarsi con gli altri genitori. E di iniziare una vera e propria gara a suon di baci, abbracci e tempo.

foto foto(1)

Bella idea, hanno detto nella redazione di Wired, la Bibbia dei geek, che ha eletto Mini Hug fra le migliori app del mondo.

Segno dei tempi, ho pensato io. Se ogni esperienza, come fare la spesa al supermercato, si misura oggi in punti e premi, perché allora non anche quella unica, originale e intensa del rapporto madre/padre/figlio?

Eppure non mi ha convinto. Io sono circondata da mamme premurose e affettuose. Come Michela, che lavora al computer con il bebè sulla sdraietta a fianco. O Francesca, che si addormenta sul divano abbracciata alla sua bimba. Iolanda che in casa ha una piccola truppa e appena finite le scuole aveva già lavato le cartelle e messo in ordine i libri. E Virginia, che non è una mamma chioccia, ma quando il suo piccolo si è ammalato non ha dormito per notti intere. Per non parlare di Silvia, che ha talmente voluto il secondo figlio da scriverci addirittura un libro (Guarda che sono due! Leggereeditore, di Silvia Gianatti).

Sono mamme attente.

Forse più di prima.

Io ho un fantastico ricordo di mia mamma. Era una mamma giovane, a volte distratta, che lavorava. Non ricordo se passasse tanto tempo con me. So solo che ora lo fa. E quando non mi sente per un po’ di giorni si preoccupa.

Io di sicuro non sono una mamma perfetta, ma ho tanta voglia di stare con mio figlio.



  • E non penso ci sia bisogno di un’app per dirmi che lui ha bisogno di me anche ora che sta diventando adolescente e sta conquistando la sua autonomia.



Tra lavoro e casa il tempo per lui lo trovo.

E voi? Come vi comportate con i vostri figli?

Quanto tempo passate con loro?

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna