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Realtà e romanzo si incontrano sotto l’ombrellone

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Storie di migranti. Narrate in un libro, ma anche ascoltate sulla spiaggia. Proprio quando un nuovo provvedimento vuole cacciare i venditori ambulanti dai litorali italiani

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Storie di migranti. Narrate in un libro, ma anche ascoltate sulla spiaggia. Proprio quando un nuovo provvedimento vuole cacciare i venditori ambulanti dai litorali italiani

Sono in spiaggia e sto leggendo Soltanto il cielo non ha confini, un romanzo del giornalista Guido Mattioni che nasce dalla sua esperienza come inviato sul confine tra Messico e Usa. Racconta infatti la storia di due giovani gemelli messicani che attraversano il Rio Grande inseguendo il sogno americano.

Un romanzo avvincente e attualissimo, che descrive le paure, la solitudine, la nostalgia di casa e le emozioni che i migranti provano in un Paese tanto diverso dal loro.

Alzo gli occhi e mi trovo di fronte una donna, una giovane senegalese dallo sguardo fiero e triste insieme. Invece che descrivermi i libri che ha da vendere inizia a raccontarmi pezzetti della sua vita.



Della camera che le costa 150 euro alla settimana, di questo lavoro che la costringe a camminare per ore, sotto il sole. Spesso per essere trattata male.

Si capisce che ha bisogno di essere ascoltata, compresa. E quando le dò i soldi dicendole però di tenere il libro per venderlo a qualcun altro, mi guarda allibita e con un tono che non ammetteva repliche mi dice: «No, mi vergogno». Mi piazza  in mano un libro e se ne va. E così a vergognarmi sono io, per avere offeso senza volerlo la sua dignità.

Stessa spiaggia, altra ragazza senegalese qualche giorno dopo. Ami, così si chiama, fa le treccine. A mia figlia Margherita. Lei, invece, all’inizio è riservata, quasi sulla difensiva. Ma quando le faccio qualche domanda si apre in un sorriso solare e mi racconta un po’ di sé. È da tre anni in Italia e sta per compiere 28 anni.



 

Non ne avrà più di 15 invece Mohammed, che parla poco l’italiano ed è un po’ impacciato. Ma qualche parola riusciamo a scambiarla. Dopo che gli ho comprato un telo-mare mi chiede se quelle sono le mie figlie e poi tira fuori due braccialettini e glieli regala. Io lo aiuto a mettere via e a ricaricarsi addosso la sua mercanzia e gli chiedo se ce la fa a portare tutto.

Mi risponde con un sorriso orgoglioso. E mio marito mi dice scherzando: «Adesso lo accompagni in giro e gli porti un po’ di borse?». Quasi, quasi...

Mentre finisco di  scrivere questo post penso che ho fatto appena in tempo a fare questi incontri. Perché ora i venditori ambulanti verranno cacciati dalle spiagge.

Lo prevede l'operazione voluta dal ministro Alfano per combattere la contraffazione e "per evitare che i turisti vengano molestati dalle orde di venditori abusivi”. Anzi di “vu’ cumprà”, come li ha inopportunamente chiamati il ministro, suscitando una pioggia di critiche e commenti indignati.

E voi cosa ne pensate? Anche a voi piace chiacchierare con i venditori ambulanti e conoscere le loro storie o vi infastidiscono?

di Annaleni Pozzoli

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