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Rubereste un’auto per non arrivare tardi a scuola?

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Un bambino di sei anni, il cui nome è protetto, che abita in Virginia (Usa). Qualche giorno fa si è svegliato e si è accorto che la mamma stava ancora dormendo. In un attimo ha capito che era tardi e che aveva perso il pulmino per la scuola. Non ha avuto dubbi: ha preso le chiavi della macchina, è salito sulla Ford di famiglia ed è partito intrepido verso la scuola...

Un bambino di sei anni, il cui nome è protetto, che abita in Virginia (Usa). Qualche giorno fa si è svegliato e si è accorto che la mamma stava ancora dormendo. In un attimo ha capito che era tardi e che aveva perso il pulmino per la scuola. Non ha avuto dubbi: ha preso le chiavi della macchina, è salito sulla Ford di famiglia ed è partito intrepido verso la scuola...

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Se qualcuno istituisse il premio "Scolaro dell'anno", io so a chi vorrei fosse assegnato: a un bambino di sei anni, il cui nome è protetto, che abita in Virginia (Usa). Qualche giorno fa si è svegliato e si è accorto che la mamma stava ancora dormendo. In un attimo ha capito che era tardi e che aveva perso il pulmino per la scuola. Cosa avreste fatto voi al suo posto? Io avrei tirato giù dal letto la madre dormigliona, gridando per l'agitazione. Oppure sarei tornata sotto le coperte facendo finta di niente.

E invece il piccoletto non ha avuto dubbi: ha preso le chiavi della macchina, è salito sulla Ford di famiglia ed è partito intrepido verso la scuola. È riuscito a sfrecciare a 90 all'ora sulle strade statali, nell'ora di punta, superando due grandi incroci. Poverino: dopo 15 chilometri, per evitare uno scontro, è finito contro un palo, ma per fortuna non si è fatto niente. Me lo immagino appeso al volante, in piedi sul sedile, che affronta curve e derapate pieno di grinta, magari urlando di tensione nei momenti più difficili, un po' come succede nei film.

Non a caso. Il giorno dopo si è scoperto che i suoi videogame preferiti sono Grand Theft Auto e Monster Truck, il cui scopo è vincere turbolente gare di guida. E lui ha imparato proprio così. No, non sto pensando che siano da mettere sotto accusa i videogiochi. I giochi, come le favole, hanno sempre un po' di magia: Peter Pan vola, Biancaneve rivive con un bacio, i Gormiti si sparano lame di acciaio, le Barbie sono sempre sorridenti e bellissime... Adesso, con l'elettronica, c'è chi fa il campione di calcio, chi la rockstar, chi guida un camion a sei anni. La fantasia resta quella: recitare, immaginare, sentirsi grandi. Insomma divertirsi. Certo, il bambino ha esagerato, è passato dalla finzione alla realtà.

Gli è andata bene, perché ha corso, e fatto correre, rischi enormi. E i suoi genitori sono stati arrestati per abbandono di minore. Però, a voler ben vedere, ha dimostrato uno zelo incredibile (si è mai sentito di un ragazzo che ruba la macchina per andare a scuola?). È stato intraprendente, trovando una soluzione a un problema apparentemente fuori dalla sua portata. E deve essersi applicato molto, davanti allo schermo, con i telecomandi in mano. Ammettiamolo, ha imparato benissimo! Gli auguro di essere altrettanto brillante con tabelline, storia e geografia. Sì, il premio glielo darei volentieri.

E poi la storia ha un finale tenerissimo. Quando l'hanno tirato giù dall'auto sfasciata, il piccolo non ha perso tempo. Si è rimesso in cammino. «Dove vai?» gli ha chiesto il poliziotto. «A scuola. È dietro l'angolo e io sono in ritardo per la colazione».

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