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Sappiamo giocare con i nostri figli?

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Lo spazio della leggerezza è terreno indiscusso dei papà. Noi no, non possiamo permettercelo. Perché non siamo mica lì per divertirci ma per garantire che tutto funzioni.

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Lo spazio della leggerezza è terreno indiscusso dei papà. Noi no, non possiamo permettercelo. Perché non siamo mica lì per divertirci ma per garantire che tutto funzioni.

È venerdì. Il che vuol dire che domani è sabato. E che i bimbi sono a casa da scuola e io dal lavoro. Arghhhhhhh!!!

Quante volte avete macinato questo pensiero scorretto (e quindi impronunciabile) più o meno a quest'ora di questo giorno della settimana?

È da qui che è partita l'ispirazione per i miei Appunti su Donna Moderna n. 37, in edicola questa settimana.



Ormai è appurato: le mamme hanno i superpoteri. E questo finalmente ci viene riconosciuto anche dagli uomini, che adesso vanno addirittura a lezione di mammità.

E per mammità intendo:

«quella speciale dote di svegliarci al primo respiro strano nella notte, intuendo che qualcosa non va: sta male. Quella capacità organizzativa che ci permette di gestire in poche ore inserimento a scuola, riunione in ufficio, cena per la sera. Quella speciale empatia che fa sì che una figlia, benché in piena fase edipica, cerchi le nostre braccia e quelle di nessun altro per mettere in fuga i fantasmi della notte».

Eppure, lo confesso, io vorrei andare a lezione di padritudine.

E per padritudine intendo:

«Quel mettersi a guardare un cartoon e ridere alle stesse battute di un bambino di 6 anni. Quel perdersi a costruire qualcosa senza accorgersi del tempo che passa. Quell'uscire cinque minuti per andare al parco e tornare sporchi, graffiati ma soddisfatti di aver scalato un ramo di più».

Insomma, lo spazio del gioco, della leggerezza. Che nel campione ristretto delle mie indagini (leggi: le mie amiche), è terreno indiscusso degli uomini. E siamo noi a lasciarglielo, spesso col sottinteso: almeno a questo pensaci tu.

Perché noi no, non possiamo permettercelo. Non siamo mica lì per divertirci ma per garantire che tutto funzioni. Usciamo dalla modalità lavoro per entrare in quella famiglia senza perdere mai la concentrazione.

E invece dovremmo farlo. Perché un'ora vissuta nel mondo dei bambini, fuori dal tempo e dallo spazio, come Wendy quando viene "rapita" da Peter Pan, ci farebbe scoprire che non è vero che tutto crolla quando ci distraiamo, ma va avanti come prima. Anzi meglio. Non foss'altro perché noi siamo felici un filino di più.

Sembra che questa mia auto-esortazione abbia colpito nel segno. Tanto che nel giro di pochi giorni ho ricevuto moltissime email. Ve ne cito alcune.

Giovanna mi scrive:

«Io son proprio quel tipo di mamma lì: quella che è convinta di poter e dover tenere tutto sotto controllo. Che se si distrae un attimo, come minimo i figli finiscono all'ospedale in prognosi riservata! E invece è vero, andrebbe tutto meglio se mi sintonizzassi più spesso sulla modalità "gioco"».

Annalisa, in qualità di mamma concentrata mi ha dato una gran pacca sulla spalla e mi ha regalato le parole che aveva scritto in un suo post di qualche mese fa:

«I papà sanno essere più matti. Escono dal loro ruolo di genitore, più di quanto facciamo noi mamme. E mi sono anche sforzata, non è che non l’ho fatto, ma alla fine, io sono quella delle regole, scherzose, giocherellone, ma pur sempre regole».

Ed Elisabetta mi confessa:

«È vero, a noi donne  manca lo spazio o meglio la predisposizione mentale al divertimento. Un pizzico di "sano egoismo" per il quale  dovremmo imitare gli uomini che come i bambini con più facilità mollano tutto e si lasciano andare. Fantastica l'immagine di Wendy... Anch'io sono in cerca di polvere di stelle!».

Magnolia, invece, quella polvere di stelle l'ha trovata:

«Ho avuto il privilegio di poter condividere anche il meraviglioso spazio della leggerezza, grazie ad un marito pigro! Ho giocato a scacchi la sera appena rientrata dal lavoro (penalizzando la cena, ma nessuno se ne è mai accorto), ho giocato a ping pong vincendo sempre e ancora oggi non mi batte, ho fatto i tornei di tennis estivi e mi sono stirata un muscolo facendo il difensore nel torneo di calcio genitori/figli. E conosco a memoria tutti i cartoni animati per bambini, da Pingu, i Teletubbies ai vari Disney. E tutti i libri di Geronimo Stilton. Insomma sono anche riuscita a divertirmi penalizzando altri settori (cucina, stiro, forma fisica etc)».

E voi, l'avete trovata la vostra polvere di stelle? Continuiamo a parlarne qui!

 


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