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Scialpi operato. Il marito: «Trattato da estraneo». A quando la legge sulle unioni civili?

di Oscar Puntel
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Roberto Blasi, marito da agosto di Giovanni Scialpi, dopo il ricovero in ospedale del partner, denuncia sui social network la situazione italiana. La legge sulle unioni civili è ora ferma al Senato. Ma cosa cambierà quando sarà approvata? Le unioni civili saranno come un matrimonio? Le coppie dello stesso sesso potranno adottare? Ecco le risposte a tutte le domande

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Roberto Blasi, marito da agosto di Giovanni Scialpi, dopo il ricovero in ospedale del partner, denuncia sui social network la situazione italiana. La legge sulle unioni civili è ora ferma al Senato. Ma cosa cambierà quando sarà approvata? Le unioni civili saranno come un matrimonio? Le coppie dello stesso sesso potranno adottare? Ecco le risposte a tutte le domande

Il cantante Giovanni Scialpi, ricoverato per un intervento al cuore, non ha potuto ricevere l'assistenza in ospedale del marito, Roberto Biasi, nonostante i due si siano sposati a New York lo scorso agosto. In Italia, la loro unione infatti non viene riconosciuta. Via twitter, il marito di Scialpi ha scritto: «Giovanni in ospedale e io che sono suo marito sono per la sanità e per lo Stato un perfetto sconosciuto! Ecco la situazione italiana e l'importanza di far passare la legge sulle unioni civili. Perché di civiltà si tratta! Schifato dall'ostruzionismo di Montecitorio. Vorrei si trovassero loro in questa situazione».

Ma a che punto siamo con la legge sulle unioni civili? La politica si divide sulla discussione del «ddl Cirinnà bis», il nuovo disegno di legge sulle unioni civili e sulle convivenze di fatto, dal 14 ottobre al Senato: laici da una parte, cattolici e centristi dall'altra. Se questo testo diventasse legge, non ci sarebbero discriminazioni nel riconoscimento di alcuni diritti per le coppie gay. Per esempio, non accadrebbe quello che è successo a Scialpi e a suo marito. Per l'approvazione della nuova legge, Matteo Renzi dovrà cercare voti in altri partiti, come M5S e Sel, dopo lo strappo dentro la sua stessa maggioranza con il partito di Alfano, che dice «no all'adottabilità dei figli alle coppie omo, perché i bambini hanno diritto a una mamma e a un papà».

Le unioni civili saranno come un matrimonio?

No e sì. Per le unioni civili fra persone dello stesso sesso, il disegno di legge parla di «specifica formazione sociale». Quindi, si introduce un nuovo tipo di unione, diverso dal matrimonio. E' una distinzione, voluta e sostenuta dal fronte cattolico dei partiti di maggioranza. Di fatto, però, a queste nuove unioni sono riconosciuti gli stessi diritti e doveri dei matrimoni. Per esempio, la reversibilità delle pensioni, i permessi di lavoro per motivi familiari, gli sgravi fiscali. La coppia potrà scegliersi uno stesso cognome e sarà trascritta allo stato civile (e non in un registro distinto).

Le coppie dello stesso sesso potranno adottare?

Su questo punto si consumerà lo scontro politico. Le persone dello stesso sesso unite civilmente non potranno adottare “nuovi” bambini. È ammessa solo la cosìddetta step child adoption, cioè l'adozione di figli di uno dei due all'interno della coppia. Ma dentro la maggioranza, i centristi (Udc e Ndc) sono contrari a ogni forma di adozione: temono l'equiparazione dell'unione al matrimonio e il ricorso alla magistratura per l'adottabilità di figli esterni alla coppia. I cattolici del partito democratico invece cercano una mediazione e propongono l'affido. Resta il divieto di ricorrere all'utero in affitto.

E le coppie di fatto?

Se ne occupa la seconda parte del disegno di legge. Anche alle coppie di fatto (ovvero persone unite stabilmente da legami affettivi di coppia ma non vincolate da rapporti di parentela, da matrimonio o da un'unione civile) verranno riconosciuti alcuni diritti: per esempio, la reciproca assistenza, la permanenza nella casa se uno dei due conviventi viene a mancare, il riconoscimento come nucleo familiare nelle graduatorie per alloggi popolari. Non potranno adottare bambini, né ricevere pensioni di reversibilità. Potranno invece stipulare dei contratti di convivenza davanti al Notaio.

Quando si discuterà il disegno di legge?

Dopo gennaio 2016. Il testo è arrivato il 14 ottobre in Aula, ma sarà discusso probabilmente in novembre. Prima, il Parlamento deve esaminare la legge di Stabilità, cioè la finanziaria, che ha precedenza

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