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Scuole chiuse: e il bimbo dove lo metto?

di Simona Santoni
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Inizia una festa lunga un'estate per tutti gli alunni italiani: quasi 11 milioni e mezzo di under 19. Un vero incubo per i genitori che devono occupare il loro tempo libero...

Inizia una festa lunga un'estate per tutti gli alunni italiani: quasi 11 milioni e mezzo di under 19. Un vero incubo per i genitori che devono occupare il loro tempo libero...

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Una festa lunga un'estate inizia per tutti gli alunni italiani. Un vero incubo per i genitori di questa popolazione festante composta da quasi 11 milioni e mezzo di under 19.

Per tredici settimane si apre il grande dubbio: e ora il ragazzino dove lo metto? E sì, perché, con tutto l'amore di mamma e papà, purtroppo se in famiglia entrambi i coniugi lavorano (quattro famiglie su cinque), pur sfruttando quella quindicina di giorni di ferie, rimangono comunque oltre due mesi in cui i propri figli sono "disoccupati" e in balìa del tanto tempo libero. Periodo in cui ogni scuola e ogni asilo, anche i nidi, chiudono i battenti. In uno scenario che in tutta Europa si presenta simile solo in Romania, Estonia, Islanda, Lettonia, Lituania, Turchia: solo qui si fanno tante vacanze come da noi.

A salvare madri e padri spesso ci pensano i nonni, che ancora rappresentano la maggior risorsa per l'infanzia italiana (come si legge anche nel nostro forum). Ma non tutti hanno baby-sitter sprint e low cost a portata di mano...

Per questo Comuni, associazioni e privati si inventano ogni iniziativa, campo scuola, vacanza studio e corsi vari per attrarre e "impiegare" la frotta di figli sfaccendati. Pur dovendo aver a che fare, nel caso delle pubbliche amministrazioni, con budget limitati e limitanti.

Il Comune di Milano spende oltre 10 milioni di euro per l'estate dei ragazzini milanesi e garantisce un'assistenza a oltre 25 mila bambini, lasciando alle famiglie circa il 20% della spesa (costo delle inziative dai 38,70 ai 133,50 euro per due settimane, gratis per redditi inferiori a 6.500 euro).

Buono il livello di sostegno anche di grandi città come Bologna e Roma. Ma scendendo ancora la penisola ci si imbatte in casi di proposte all'osso, come nel Comune di Napoli, che quest'anno potrà accontentare non più di 1.500 bambini tra gli 8 e gli 11 anni, delle fasce meno abbienti.

Ma vediamo una per una le proposte più d'appeal per i nostri figli!

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