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Sesso e disabili: arrivano gli assistenti sessuali

di Lorenza Pleuteri
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Dopo la Giornata internazionale delle persone con disabilità, non smettiamo di parlare dei temi che ci stanno a cuore. Il più taciuto riguarda il sesso. Eppure l'anno prossimo arrivano anche in Italia gli assistenti sessuali, esperti che aiutano i disabili a vivere l'eros. Volete saperne di più?

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Dopo la Giornata internazionale delle persone con disabilità, non smettiamo di parlare dei temi che ci stanno a cuore. Il più taciuto riguarda il sesso. Eppure l'anno prossimo arrivano anche in Italia gli assistenti sessuali, esperti che aiutano i disabili a vivere l'eros. Volete saperne di più?

Tre milioni di italiani e di italiane, la stima è dell'Istat, hanno gravi deficit motori, sensoriali, intellettivi. Due terzi sono donne. Nel 2020, stando alle proiezioni del Censis, le persone disabili diventeranno 4,8 milioni e nel 2040 se ne conteranno 6,7 milioni. Oggi si chiude la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Le parole d'ordine sono quelle di sempre: inclusione, accesso, responsabilizzazione. Ma il tema caldo è il rapporto tra sessualità e disabilità e il diritto all'amore fisico.

Sesso e disabilità: un tabù da superare

"Sesso e disabilità in Italia sono tabù” dice il sessuologo Fabrizio Quattrini. “Il tabù nasconde la paura di non sapere cosa fare per loro e con loro. Non si sa come affrontare quello che non si conosce. I genitori dei pazienti più giovani ci presentano questa difficoltà e ci chiedono aiuto. Non sanno come comportarsi con un figlio o una figlia in piena età puberale, con un corpo che chiede amore e magari l'età mentale di un bimbo". Cosa fare, allora? "Bisogna educare alla differenza, per abbattere l'ignoranza su questo fronte e promuovere la conoscenza. Non dobbiamo trattare i disabili da eterni bambini o angeli, ma come persone".  

Le nuove figure degli assistenti sessuali

La Giornata internazionale è anche l'occasione per tornare a parlare del progetto a cui Quattrini sta lavorando insieme a Maximiliano Ulivieri, fondatore del Comitato per la promozione dell'assistenza sessuale in Italia (www.lovegiver.it) e curatore del volume “LoveAbility” per Erickson. Si tratta dell'introduzione anche in Italia della figura degli assistenti sessuali, terapisti specializzati e formati per aiutare persone disabili a sperimentare erotismo e sessualità, consentendo loro di raggiungere il benessere psicofisico ed emotivo anche a letto. In Italia se ne è cominciato a discutere quando nel 2012 uscì il film americano "The sessions" (una sex worker viene assunta per far perdere la verginità a un uomo poliomelitico, con sei lezioni pratiche) e la strada non è stata in discesa. "Ci siamo quasi, dopo aver superato un’infinità di ostacoli. L'anno prossimo”  anticipa il sessuologo “dovrebbero partire i primi corsi di formazione".

A lezione di sesso e disabilità

“Parlarne, parlarne e ancora parlarne, a scuola, in casa, d”ovunque”. Barbara Garlaschelli è una scrittrice cinquantenne. Sulla sedia a rotelle da quando era una ragazzina, per colpa di un tuffo in mare, è un vulcano di energia, idee, iniziative. Con un titolo che ammicca a una serie televisiva di culto - Sex & disabled people - ha cominciato a scrivere su Facebook una serie di lezioni su sesso e disabilità, con ironia, tatto, sensibilità, capacità di spingere al sorriso e alla riflessione. Il riscontro è stato travolgente. Il corso è diventato un reading teatrale firmato a quattro mani con Alessandra Sarchi e poi un libro (Papero edizioni, acquistabile a 1,49 euro in formato e.book sulle principali piattaforme online).

Le domande degli uomini

"Tutti gli esseri umani hanno diritto a una vita sessuale ed emotiva” ci dice Barbara. “Ma in questo Paese non si è capaci di affrontare il tema della sessualità perché o si è interessati all'aspetto pruriginoso e vouyeristico, oppure lo si viviseziona come fatto puramente scientifico. Nel reading abbiamo raccontato, con comicità e poesia, come può essere l'approccio di un uomo con una donna disabile, quali sono le domande che vengono rivolte più spesso ("Lì senti? Qui? E qui?" come se la donna disabile fosse una parabolica) e molto altro. La disabilità, come la malattia o la vecchiaia, modifica un corpo. Un corpo trasformato - rivela sempre Barbara - imbarazza, genera sensi di colpa. Figuriamoci come può essere, dall'altra parte, l'avvicinamento, il contatto. Un uomo non sa dove sedersi, come mettersi, in che modo poggiare le gambe. È vero che non camminiamo, ma tutto il resto non sparisce. Molti sono convinti che le persone disabili non abbiano pulsioni e passioni, che non desiderino e non siano desiderate. Non è così, anche se è più facile pensarlo, per non affrontare le difficoltà. Emotività, sensualità e passionalità si esprimono in modo diverso per ogni persona".

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