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Siamo davvero a rischio attentati?

di Maurizio Dalla Palma
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È la domanda che ci angoscia, dopo la strage di Sharm e la cattura a Roma di uno degli estremisti islamici di Londra.Risponde un famoso esperto di terrorismo internazionale

È la domanda che ci angoscia, dopo la strage di Sharm e la cattura a Roma di uno degli estremisti islamici di Londra.Risponde un famoso esperto di terrorismo internazionale

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«Temiamo un attentato in Italia». L'allarme è stato lanciato una settimana fa dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. Ed è caduto come un macigno su un Paese scosso dalla strage di Sharm el Sheikh del 23 luglio e dall'arresto a Roma di Hamdi Issac, uno dei presunti responsabili del fallito attentato alla metropolitana di Londra del 21 luglio. Ma quanti rischi corriamo? Molti, per il governo, che ha appena varato un pacchetto di misure di sicurezza speciali. E il magistrato Stefano Dambruoso , esperto di terrorismo internazionale e consulente giuridico dell'Onu, condivide la preoccupazione.

Chi c'è dietro gli attentati di Sharm el Sheikh e di Londra?

«Io non credo che gli attacchi di queste settimane siano guidati da un'unica regia. Penso piuttosto che siano legati alle scelte politiche della Gran Bretagna e dell'Egitto».

Il pericolo per l'Italia è aumentato?

«Non posso escluderlo. Temo che qualche estremista isolato, già desideroso di mettere a segno un attentato, possa passare all'azione perché spinto dalla voglia di imitare i kamikaze di Londra».

Anche nel nostro Paese vivono islamici disposti a farsi saltare in aria?

«Il sospetto è forte. I servizi segreti danno per certo che alcuni militanti sono partiti dall'Italia per l'Iraq e lì hanno compiuto attentati suicidi. Ma, in un'Unione europea che ha abolito i controlli alle frontiere, frange isolate possono colpire ovunque».

C'è il rischio di un attentato devastante come quello alle Torri Gemelle?
«Mi sembra difficile. Da anni la polizia italiana indaga sui fondamentalisti islamici, e la pianificazione di un attacco così complesso e spettacolare non passerebbe inosservata. Sono più probabili attentati compiuti da piccoli gruppi».

L'Italia è nel mirino da quando partecipa all'intervento militare in Iraq?

«Le minacce all'Italia sono aumentate dopo il 2001, ma è noto che le cellule terroristiche sono presenti nel nostro Paese fin dal 1995. Temo che dovremo convivere con questo pericolo per diversi anni a venire».

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