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SlowFish, il pesce buono (e giusto) da portare in tavola

di Barbara Sgarzi
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A Genova dal 4 al 7 maggio una fiera alimentare dedicata all'educazione e alla degustazione dei prodotti ittici

A Genova dal 4 al 7 maggio una fiera alimentare dedicata all'educazione e alla degustazione dei prodotti ittici

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Buono, pulito e giusto. I tre aggettivi del pesce Doc da portare sulle nostre tavole sono questi secondo Slow Fish, la seconda edizione della fiera alimentare promossa da Slow Food che apre oggi a Genova.

Fino a lunedì 7 maggio, didattica per bambini e ragazzi delle scuole superiori, degustazioni guidate nei Laboratori del Gusto, convegni e performance di alta cucina nel Teatro del Gusto, dove chef italiani e stranieri insegneranno come scegliere il pesce più fresco, pulirlo e cucinarlo al meglio.

Trucchi da replicare a casa dopo essere passate dal Mercato, lo spazio aperto in contemporanea alla manifestazione dove acquistare pesci e molluschi freschissimi e varietà spesso introvabili in pescheria. Perché questa edizione, oltre che sul palato, punta soprattutto sulla biodiversità, tra i pescatori di Orbetello che scambiano consigli ed esperienze con i "colleghi"della lontana isola di Robinson Crusoe, in Cile.

Altro tema fondamentale, la tutela delle acque. Non solo salate: nei 23 presidi delle 4 aree in cui è idealmente divisa la manifestazione, tra mediterraneo, mari del nord e pescatori del mondo trovano posto lagune e acque dolci mentre il Po è rappresentato in un convegno dedicato. I bambini invece si divertiranno con Fish Tales, le storie del pescatore Santiago e del pesciolino Zerro, tra cefali e sugarelli, mentre per i ragazzi delle superiori è previsto un laboratorio di didattica in tre tappe, dal mare, alla barca dei pescatori fino al mercato, per comprendere l'importanza di una pesca rispettosa dell'ecosistema e di scelte di consumo consapevoli. Sarà anche l'edizione di un binomio insolito come donne e pesca: a Slow Fish sono ospiti le affumicatrici di pesce del villaggio di Chokomey, nel Ghana, che fa parte della Developement Action Association (DAA), federazione di associazioni composta per il 98 per cento da donne, oltre alle raccoglitrici di alghe del Cile e alle produttrici di bottarga in Mauritania e di cozze in Marocco.

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