Cecità (e incidenti) da smartphone

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di

Geppi Cucciari

Un'opinione di:
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Le possibilità di essere investiti da una macchina o una bici, la chance di sbattere contro un palo o un muro, il rischio di finire dentro lo scavo di un cantiere, o di non vedere una transenna, sono in preoccupante aumento.

Studi specifici dimostrano che il pedone medio ha gli occhi sullo smartphone anziché aperti sul mondo. Questo ocomportamento fa di noi un popolo sempre più gobbo, con un rallentamento della camminata media pari al 40%.

Simulazioni sul campo dimostrano poi che, anche quando l’ostacolo viene individuato, si tende a non valutarlo nei suoi precisi estremi: ecco quindi falcate di mezzo metro per salire un gradino di 5 centimetri, scivolate con piede proteso per saggiare la qualità del terreno, mani in avanti e passo incerto da zombie mentre si entra in uffici e bar.

Quindi massima attenzione per strada: cadere sul marciapiede è un’esperienza pericolosa e umiliante. È divertente solo se non sei tu quella che si spiaccica sull’asfalto.

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